Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATO CITRA STORIA 1806
anno <1992>   pagina <304>
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Francesco Barra
Alla testa di questi assassini quasi dapertuito si trovano frati. I monaci della Certosa di S. Lorenzo della Padula sono accusati come autori della rivolta in quei luoghi. Infatti si è osservato che essa è scoppiata solo nei feudi dipendenti dalla Certosa. Molti degli abitanti ingannati e sedotti dai frati si son presentati a render le armi e a chieder grazia, ed indi son tornati alle loro case.
[] Regna fra i ribelli lo spavento e la confusione: fuggono dapertutto.
Impressionato dalla ferocia della repressione mdiscriminata esercitata dalle truppe francesi, che si erano comportate come in un paese di conquista, abbandonandosi ad eccessi di ogni genere a danno delle popo­lazioni, Masseria emanò da Padula un severo ordine del giorno, con cui prescriveva il rigoroso rispetto degli abitanti, anche allo scopo dichiarato di evitare di spingere a ribellarsi persino le persone più tranquille, forzandole a gettarsi nelle file dei ribelli, rendendo così la guerra più lunga e disastrosa a.33) La mattina del 5 il maresciallo abbandonò la certosa, avviandosi verso Lagonegro, lasciando l'appartamento abbaziale al re Giu­seppe, che vi giunse a sera con la sua Guardia, trattenendovisi sino al 7. Vana fu la difesa di Lagonegro, inutilmente rafforzata dagli insorti cala­bresi di Antonio Versace Genialitz e da sei pezzi di artiglieria sbarcati dalle navi inglesi e trasportati sin li attraverso i monti a dorso d'asino per ordine di Sidney Smith. A Lagonegro il maresciallo seppe che il generale Mermet, che avanzava dal Cilento con 1.500 uomini verso Poli-castro e Sapri, aveva dovuto ritirarsi da Policastro su Torre Orsaia, per non esporsi alle offese della squadra inglese, che incrociava minaccio­samente in prossimità della costa. Egli inviò allora in rinforzo il gene­rale Gardanne, che lanciò le sue truppe su Torraca, i cui difensori furono sorpresi e fatti a pezzi. Data alle fiamme Torraca e congiuntosi al Mermet, Gardanne marciò su Sapri, che non fu salvata neppure dall'intervento delle navi inglesi, sulle quali i borbonici furono costretti a riparare, che fecero immediatamente vela in direzione del golfo di Salerno, probabil­mente come manovra diversiva.34) Massena, frattanto, dopo aver fortemente trincerato Lagonegro, proseguì la sua marcia, e 1*8 agosto stroncò spieta­tamente la resistenza di Lauria, aprendosi definitivamente la via delle Calabrie.
Come si è già accennato, la marcia di Massena era stata contempo­raneamente fiancheggiata dall'invio nel Cilento di una forte colonna di 1.500 uomini, al comando del generale Mermet, che aveva il compito di congiungersi al grosso del corpo di spedizione a Sapri, dopo aver sotto­messo la regione insorta. Il 1 agosto Mermet giunse a Vallo, dove rice­vette la sottomissione degli insorti di Novi, due capi dei quali furono fucilati. Il 3 agosto, prima dell'alba, riprese la marcia, distaccando da
33) il documento, quanto mai significativo, è riportato in E. GACIIOT, Histoire mllitaire de Massena, cit., pp. 204-205.
34) cfr. il rapporto di Mermet a Massena, Torre Orsaia 6 agosto 1806, in Mémoires du rol Joseph, par A. Du CASSE, Paris, 1854, voi. Ili, pp. 116-121. Rocca-gloriosa rimase a lungo in uno stato di profonda desolazione a causa della perdita avuta de' più bravi individui di essa, e del sofferto incendio , come si legge in una supplica presentata dal Comune nel 1808, in F. BARRA, Cronache, cit., p. 278.