Rassegna storica del Risorgimento

PRINCIPATO CITRA STORIA 1806
anno <1992>   pagina <308>
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Francesco Barra
mavano la loro piccola Gaeta, è in nostro potere, e la spedizione del Cilento può considerarsi conclusa: così, con compiacimento, Lamarque concludeva il suo rapporto al re Giuseppe.41*
Restava però da disperdere un raggruppamento di 1.500 ribelli nel Lagonegrese, che per un momento erano riusciti a tagliare le comunica­zioni tra Napoli e la Calabria, ma anch'essi furono battuti e dispersi dalle colonne dei generali Debelle e Peyri. Il 9 settembre, inoltre, Lamarque aveva nuovamente taillé en pieces i borbonici a Vibonati, e lo stesso giorno entrava a Sapri. La tristissima condizione del centro cilentano, da due mesi oggetto di violenti scontri, di saccheggi e di eccidi, è effi­cacemente descritta dallo storico borbonico Pietro Cala Ulloa:42) Ninna cosa restò in piedi in Sapri. Poche donne e fanciulli, avanzi di terra florida e popolosa, raccolte in mezzo la piazza a cerchio, viveano in triste comunità. Sei volte presa dagl'Imperiali, ed altrettante ripresa da' solle­vati, stata era rovinata da capo a fondo.
Gli avanzi delle bande disperse tentarono nuovamente di raggrupparsi a Battaglia, dove furono battuti e rugati da soldati e guardie civiche al comando del tenente colonnello Carrascosa. Un altro e più consistente raggruppamento, costituito da circa 900 uomini, parte locali e parte sbar­cati da un legno siciliano, si erano trincerati a Torraca, dove il 29 settembre furono attaccati dal I reggimento napoletano di linea del colonnello PignateUi:43)
I banditi mostrarono baldanza sulle prime, ma le truppe penetrarono dopo un vivo fuoco nella terra, e ne fecero orribile macello. Quei che poterono sfuggire corsero al mare per imbarcarsi, ma incalzati sempre dappresso cadde la più parte estinta, molti ne furono presi, e sulla spiaggia medesima a vista del legno siciliano ebbero la morte meritata; a pochi riuscì di giungere al legno, il quale si era allontanato dal lido per non essere offeso da un cannone, che fece contro di esso continuo fuoco.
Quasi contemporaneamente, all'altra estremità della provincia, 111 set­tembre falliva sanguinosamente un attacco a Positano, sostenuto da quattro scialuppe cannoniere inglesi e condotto da un centinaio di ex galeotti, raccolti a Capri dagli inglesi sotto il comando di Gaetano Gallo, il sordo di Praiano , e di Antonio Gambardella.44)
41? Cfr. il rapporto di Lamarque al re del 2 settembre 1806, in Mémoires du roi Joseph, citr, voi. Ili, pp. 184-188; F. BARRA, Cronache, eit>, pp. 278-279; ID., La missione di Marius Clary nel Salernitano e net Lagonegrese (settembre 1860), in Bollettino storico di Salerno e Principato Citra, 1990, n. 2, p. 121.
42) P. CALA ULLOA, Duca di Lauria, Della sollevazione delle Calabrie contro a' francesi, Roma, 1871, pp. 239-240.
43> Il Monitore Napolitano, 3 ottobre 1806, n. 63.
**> ANP, 381 AP 7, fase. C. Berthler, rapporto del capo di stato maggiore al re, Napoli 11 settembre 1806; le vittime del borbonici, oltre 5 prigionieri, ascesero a più di una trentina. Sull'episodio cfr. anche il Monitore Napolitano, 12 settembre 1806, n. 57. e F. BARRA, Cronache, cit., pp. 286 e 294.