Rassegna storica del Risorgimento

LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno <1914>   pagina <623>
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X Prelintìna/n della Lega doganale, eoe. 02
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(Osservazioni trasmesso al Segretario di Stato da monti. Moriculni oppra uu primo foglio di Mon.x Corboli, datato da Torino 17 ohbobro 18Ì7),
Le ragioni dette da Mona/ Corboli perchè il congresso de' Commise sarii della Lega doganale abbia luogo negli Stati Pontffloi paiono conclu­denti. Nel caso di accessione per parte di Napoli alla Lega si potrebbe aggiungere alle altre ragioni quelle della nostra posizione topografica poiché collocati gli Stata Pontifici nel centro degli Stati della Lega la comuni­cazione fra gì' Incaricati e le loro Corti sarebbero più. rapide. Per questa ragione che sembra rilevantissima per un esito felice e sollecito, quando noo potesse ottenersi che il Congresso si tenesse in Roma, potrebbe richie­dersi ohe si determinasse in Firenze, ed alla peggio in Genova. Del re­sto la destinazione della località del Congresso per quanto importante vo-glia ritenersi non è però cosa sostanziale, e se la determinazione della Corte in Torino si sperimentasse irremovibile] ciò non deve essere mo­tivo per interrompere le trattative.
Queste trattative peraltro oggi dovrebbero limitarsi ai preliminari e non internarsi nelle materie da discutersi, quali sono appunto quella che si enunciava nel secondo e forse nel terzo argomento del dispaccio di Mons.r Corboli j queste sebbene formino come i punti cardinali della pro­posta Lega doganale, sembra tuttavia che debbano far parte della discus­sione da farsi in appresso dalle persone che saranno incaricate del trat­tato.
Le trattative attuali anche per sceverare il progetto in genere da tutte le difficoltà dovrebbero restringersi ai soli preliminari, vale a dire a de­terminare
1 Gli Stati Che entreranno nella Lega.
2 Il luogo dove dovranno mandare i loro incaricati.
3 La precisa epoca della riunione per dar principio alle discussioni. Non è per questo che non possa dirsi qualche cosa fino da ora sulli due altri argomenti enunciati nel dispaccio di Mons.r Corboli.
Ciò che dicesi nel secondo argomento, che il Piemonte non voglia ab­bassare le sue tariffe oltre il limite che comprometterebbe la propria in­dustria, ma che tuttavia le abbasserebbe in proporzione delPampliazicne del mercato, non è -cosa che possa discutersi in astratto. E chiaro che nella formazióne delle tariffe ogni articolo potrà più, o meno meritare una discussione; ed il principio stesso per quanto in genere possa ritenersi valutabile, nell'applicazione soggiacerebbe a molte difficoltà ed incertézze se non altro per calcolare quanto sia il vautaggio sperabile dell'amplia-