Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI DELLA PREFETTURA; LAZIO SINDACI
anno <1992>   pagina <367>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I SINDACI DI NOMINA GOVERNATIVA
NELLE CARTE DELLA PREFETTURA DI ROMA
HBOI (1871-1898) ME.
Per la legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865 n. 2248, Ali. A, art. 98 i sindaci dei comuni erano nominati dal Re su proposta del ministro dell'Interno e rimasero di nomina regia fino al 1889 nei comuni maggiori e fino al 1898 in quelli minori. Essi duravano in carica tre anni e potevano essere confermati. Per la proposta il ministero si serviva della prefettura competente per territorio, la quale doveva fornire una terna di nomi scelti fra i consiglieri comunali. La prefettura ebbe quindi la funzione di fornire la base primaria di scelta per la nomina dei sindaci.
Nell'archivio antico della Prefettura di Roma presso l'Archivio di Stato si conservano i documenti che riguardano l'istruttoria per la nomina dei sindaci della provincia, che allora copriva quasi tutto il Lazio.1)
Poiché la documentazione prodotta dipende dalla procedura attuata, pos­siamo dire sommariamente che l'iter procedurale era il seguente: i sottopre­fetti dei quattro circondari e il questore per il circondario di Roma, assunte informazioni riservate e fatti i debiti sondaggi, inviavano alla prefettura la tabella dei consiglieri eletti con una proposta motivata per tre di essi. La proposta veniva inviata in doppia copia alla prefettura: il prefetto confermava la scelta e la trasmetteva al ministero; oppure, non appro­vando la scelta, faceva proprie proposte (spesso su segnalazione di per­sona eminente ) e chiedeva nuove informazioni. A suo tempo il ministero comunicava la nomina all'interessato tramite la prefettura per l'accet­tazione e si procedeva al giuramento dei .nominati nelle mani del prefetto, del sottoprefetto o anche del pretore.
Simile procedura, con alcune semplificazioni, era seguita per con­fermare il sindaco decaduto per cessato triennio o per esser egli stato rieletto consigliere comunale dopo aver perduto tale qualità per fine mandato o a causa dei parziali rinnovi periodici dei consiglieri (un terzo del consiglio si rinnova periodicamente per sorteggio). Ne deriva che la documentazione comprende numerose informazioni sui consiglieri eletti nei vari comuni della provincia.
I fascicoli sono conservati per la maggior parte nell'archivio di gabinetto e altri nell'archivio generale della prefettura. In realtà del proce­dimento era incaricata la divisione terza della Prefettura, i cui fascicoli si conservavano nell'archivio generale: nella serie I (affari generali) la
lì La provincia di allora, composta dei cinque circondari di Roma, Civitavecchia, Prosinone, Velletri e Viterbo.