Rassegna storica del Risorgimento
CARBONERIA ; SALERNO ; MOTI 1820
anno
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1921
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pagina
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137
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Luigi Kossuth nd mio carteggio on Giuseppe Manzini ft37
Mazzini, dava a luce il proclama secondo la redazione da lui posseduta. (1)
H rimprovero secco, tagliente, sia pur sempre espresso in
(1) Questo proclama tradotto dal magiaro , ora stato già pubblicato nella Voce della Libertà, alia quale era giunto uon so in qnal modo. E di là lo tolse V Opinione, die l3 inserì nel n. del 12 febbraio 1853. È utile di riprodurlo qui, poiché servirà a costatare fino a qual punto di meticolosità, nei confronti ai quali volle procedere, giungesse il Kossuth nel denunciare le alterazioni procuratevi dal Mazzini, o da coloro che si erano incaricati di stamparlo prima del 6 febbraio. *
IN NOMB DELLA NAZIONE UNGHERESE. Compagni eroi in Italia; il mio lavoro è compiuto a seconda del mio proponimento ed è mio proponimento di liberare la patria, di farla libera, indipendente e felice. Noi non fummo oppressi dalla forza: il mondo in toro non l'avrebbe potuto. U tradimento solo lo poteva Giuro! che in avvenire ninna forza ci vincerà, nò il tradimento potrà farci danno.
La nostra guerra è Ja guerra della liberta, né saremo soli ed abbandonati come per lo addietro.
Non solo tutti i popoli della patria sono d'accordo, e chi prima era contro noi, attualmente combatterà il nemico comune, ma tutti i popoli d'Europa staranno con noi, tutti i popoli d'Europa si sono affratellati con noi e unii anno le loro forze per mio scopo comune, ad un tratto, ad un tempo;'- la bandiera. della libertà sarà inalberata da tutti i popoli del mondo e la fracida potenza dei despoti sarà inesorabilmente subissata. Questo sarà l'ultimo sforzo che noi ed i popoli faremo.
In questo combattimento veruna nazione è più affratellata colla nazione ungherese, quanto l'italiana.
Lo scopo è cornane, il nemico è lo stesso, la guerra comune; l'Ungheria sarà l'ala destra, l'Italia la sinistra nell'ordine del combattiménto, che io ho disposto. La nostra vittoria sarà vittoria d'Italia e viceversa. Ferino, in nome della nazione mia ho contrattato colla nazione italiana, in modo tale che, in qualunque momento innalzorassi lo stendardo della libertà del mondo, ogni soldato italiano che si troverà in Ungheria si unirà alla insorta nazione ungherese, wd ogni soldato ungherese, che la sorto mise in Italia, deve affratellarsi cogli Italiani e dove suoni l'allarme, là dovrà combattere contro il nemico comune.
Ohi Si ritirasse sarà riguardato come stipendiato dai carnefici degli italo-ungheresi.
Et non rivedrà mai più la sua patria, dalla quale sarà per sempre espulso come l'assassino ohe vendeva il sangue dei suoi parenti e la sua terra nativa
al nemico*
11 momento della costanza s'avvicina e questo momento non trovi neghit-