Rassegna storica del Risorgimento
CARBONERIA ; SALERNO ; MOTI 1820
anno
<
1921
>
pagina
<
139
>
Luigi Kossuth nel mo carteggio con Giuseppe Mazzini 139
non parve risentirsi troppo pei* l'accusa d'ingeneroso che gli si rivolgeva, e si affrettò a stendere una nuova lunghissima lettera ai giornali inglesi, indirizzandola, come aveva fatto per la prima, a quel capitano Mayne Eeid che il Mazzini definiva il cheva-Uer errant del Kossuth , (1) nella quale, anziché romperla con il Suo compagno di lotta, si mostrava preoccupato al pensiero che non sarebbe mancato chi, da quella polemica, poteva prendere pretesto per spargere la falsa voce > di dissensi tra lui e il Mazzini, che dovevano al contrario restare e sarebbero restati uniti per sempre . (2)
(1) E. TP. RiCHABDS, op. oìt.-, p. 251.
(2) Ecco la lotterà, ohe fu tradotta o pubblicata naìVRalia e Popolo, del 10 macao 1853 :
Mio covro signore,
Io vi ringrazio molto d'avermi fatto conoscere la ietterà di Mazzini, pubblicata nei giornali d'oggi: senza di ciò. non F avrei conosciuta, giacché disgraziatamente io non leggo regolarmente i giornali. Voi avete grandissima ragione di supporre ohe non mancheranno persone, le quali cercheranno di profittare di questa lettera del Mazzini, e di fame un pretesto per ispargere la falsa voce ohe esista dissenso fra il mio amico Mazzini e me; sono però sicuro ohe i lettosi intelligenti e l'opinione pubblica leale non aggiusteranno fede a questi stratagemmi. Mazzini ed io, Italia e TTngheria, siamo e resteremo uniti sempre. Non è soltanto questa una necessità della comunanza dei nostri interessi, ma ancora il libero voto dell'affezione mutua ohe noi abbiamo sinceramente uno per l'altro, e ohe noi continueremo ad avere, spero, .finché vivremo.
In realtà non v'ha differenza fra la sostanza della lettera di Mazzini e la prima lettera che vi ho scritto, e che voi avete pubblicato. Io ho detto positivamente e chiaramente che non solo non ripudio i sensi del proclama in questione, ma riconosco averlo scritto in termini identici in altre circostanze, lungo tempo fa, probabilmente quando ero prigioniero a Kutaja, ma che oggi se n'erano serviti... senza mia partecipazione, e senza consenso mio; e ohe dal-1*Inghilterra non avevo diretto nessun proclama ai soldati ungheresi in Italia, per impegnarli a conginngersi attualmente in un movimento insurrezionale in Italia, perchè io sono stato sempre convinto, e l'ho sempre detto, che gl'Italiani opererebbero meglio aspettando, giacche io opinai ohe nell'ultima insurrezione di Milano, nessun moto rivoluzionario poteva aver buona riuscita in Lombardia, e doveva degenerare in una deplorabile sommossa (previsione troppo dolorosamente confermata dui fatti susseguenti); e convinto come sono che un gran movimento nazionale in Italia devo essere, e sarà secondato dagli Ungheresi, desiderava insieme e curava che le truppe ungheresi non si gettas-