Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO
anno <1993>   pagina <30>
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Antonio Carrannante
sentimenti e dei pensieri, considerava il sentimento religioso un necessario punto di partenza per quella sincerità e quella profondità. La mancanza di sincerità, l'ipocrisia, il conformismo, in qualsiasi campo (e dunque anche in quello religioso) gli sembravano le vere cause della decadenza e della rovina d'Italia, e i veri ostacoli, anche dopo l'unità politica rag­giunta, al riscatto vero della nostra coscienza nazionale. Un'educazione sinceramente religiosa era dunque per lui importante, anzi fondamentale, per formare il carattere, per dare una base d'appoggio all'etica, per combattere l'egoismo, per dare una prospettiva altruistica all'uomo moderno: per combattere l'uomo del Guicciardini che ancora conta­minava la nostra struttura psicologica. L'insegnamento religioso rientrava perciò a pieno titolo in quel nuovo umanesimo elaborato dal De Sanctis, e non andava assolutamente trascurato od ostacolato. E già nel citato Rapporto sul progetto di legge per il riordinamento dell'istruzione primaria, del 1849, il De Sanctis s'era dichiarato per l'importanza, e anzi per l'inso­stituibilità dell'insegnamento religioso: Ma non c'illudiamo: l'opera del­l'istruzione è poco efficace, quando non sia validamente aiutata da una solida educazione religiosa: e molto è a sperare nel zelo del nostro clero, la cui parola è tanto riverita e autorevole presso il popolo .
Su questa stessa 'linea di pensieri il De Sanctis si ritroverà anche molto più tardi, alla conclusione della sua esperienza, come ad esempio nel discorso di Trani, del 29 gennaio 1883:
che cosa è l'educatore? L'educatore è l'ingrandimento del nostro io, che fa suo, fa parte di sé quello che è fuori, e che è pure suo prodotto, la famiglia, il comune, la patria, l'umanità; e l'uomo dalla solitudine del proprio io, che lo confonde con l'animale, s'innalza ai più alti ideali, e talora diventa un eroe, quando, sacrificando il proprio io, sa soffrire e morire per quelli J.3
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Ma un'occasione preziosa in cui il De Sanctis seppe svolgere in un discorso organico e compatto le sue idee, i suoi propositi, i suoi progetti come ministro della Pubblica Istruzione, fu il discorso tenuto alla Camera il 30 maggio 1878, durante la discussione sul bilancio di quel ministero.37)
È un discorso ben noto agli studiosi, ma che ritengo sempre utile tornare a leggere, perché è davvero uno di quei testi che ad ogni lettura rivela nuovi motivi di interesse, offre nuovi spunti di meditazione.
Intanto, il problema dell'estensione dell'obbligo era visto dal De Sanctis come importante, difficile, ma non insolubile. In una decina d'anni, por­tando avanti con decisione ed energia (in accordo col ministero delle
35) Cfr. FRANCESCO DE SANCTIS, Scritti pedagogici, clt., p. 96.
3Q Cfr. FRANCESCO DE SANCTIS, Scritti varii Inediti o rari, voi. I, a cura di BENEDETTO CROCE, Napoli, 1898, p. 203 {su cui cfr. SERGIO LANDUCCI, op. cit p. 451).
37) Cfr. FRANCESCO DE SANCTIS, Scritti e discorsi sull'educazione, cit, pp. 165-177.