Rassegna storica del Risorgimento
LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno
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1914
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626
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626
JPernmda Gentili
Stati italiani per rapporto al consumo delle ricercate manifatture estera e derrate coloniali.
n principio poi proposto dal Governo piemontese di prendere per base V attuale prodotto lordo delle Dogane non parte da principio di equalità.
Ammette il Governo suddetto che la sua Amministrazione doganale è la meglio tenuta e presso ohe allo stato di perfezione; ciò vuol dire cne il suo prodotto è il maggiore che possa sperarsi. Al contrario il Governo Pontifìcio ha da guardare un confine lungo difficile e tortuoso, ed il contrabbando che per tali- circostanze ne soffre, è un fatto pur troppo notorio.
Colla proposta Lega doganale, e molto più se anche il regno di Napoli entrasse nella Lega, queste circostanze che diminuiscono di tanto i suoi doganali prodotti svanirebbero: allora il prodotto del consumo de' suoi sudditi non menomato dall'attuale contrabbando entrerebbe tutto nel prodotto generale per profittare alla comunità: vale a dire che i prodotti particolari dello Stato Pontificio darebbero profitto agli altri Stati senza che ne avesse il conveniente correspettivo. È dunque evidente che il Governo Pontificio collo ammettere questa base di riparto si assoggetterebbe ad un danno certo, ed il Governo del Piemonte; sì assicurerebbe un lucro illegittimo perchè derivante dal danno altrui.
Altra ragione per non ammettere questo, principia di riparto è che il Governo Pontificio ha Porti franchi e fiere franche. Queste franchigie che non si trovano presso altri Stati italiani Bono cagione di altro ben vistoso sbilancio nel confronto dei prodotti doganali dell' uno e degli altri, e sempre in danno del Governo Pontificio, e se queste franchigie venissero soppresse per le condizioni della Lega, è bene evidente che il rispettivo prodotto doganale presumibile dovrebbe calcolarsi a vantaggio del Governo Pontificio e non della comunità : quindi una nuova difficoltà per la liquidazione j giacché non potrebbe neppure supporsi 31 contrario, vale a dire che ai volesse negare al Governo Pontificio una equiparazione per questi consumi de' suoi sudditi, che oggi non figurano fra i suoi doganali prodotti.
Non si vede poi il perchè temasi dal Piemonte di perdere, adottando il principio della popolazione. Esso adduce a motivo la perfezione della sua amministrazione} quindi i prodotti suoi doganali sono corrispondenti al consumo, mentre i nostri sono inferiori, e ciò si ammette di buona voglia, ma dovrà ammettersi pure che se per tale discrepanza di amministrazione oggi i prodotti doganali risultano in proporzioni diverse, non sarà così dopo formata la lega doganale. Se sotto l'amministrazione piemontese i prodotti doganali corrispondono ai comuni, sotto la Lega non potranno aumentare ; al contrario aumenteranno i prodotti degli altri Stati, quando i pericoli del contrabbando attuale saranno tolti.. Allora