Rassegna storica del Risorgimento

CALAMAI GIOVANNI; CARTEGGI (SERATTI-CALAMAI); GRANDUCATO DI TOS
anno <1993>   pagina <150>
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150 Bianca Maria Cecchini
all'interno delle classi dominanti.8) Ferdinando III, secondogenito del defunto imperatore Leopoldo II, si mostrò nei confronti della Coalizione preoccupato più di salvaguardare l'integrità del territorio -a minacciato dalle armate francesi e dalle sempre più frequenti incursioni di corsari di ogni nazionalità e i propri interessi personali, che a prendere una precisa e volontaria posizione riguardo al conflitto austro-francese, ini­ziatosi il 20 aprile 1792. A quell'epoca Ferdinando III si trovava a Vienna e, non curandosi della singolare situazione di ospite del fratello maggiore belligerante, non trovò di meglio da fare che ribadire la neutralità della Toscana, chiedendo però, allo stesso tempo, che fossero inviate navi inglesi a tutela di quella neutralità.9) Certo che appariva quantomeno strana una politica neutrale come quella proposta dal Sovrano e dal governo di Toscana all'attenzione e al rispetto delle Potenze come se non si trattasse pur sempre di una secondogenitura austriaca e di un feudo dell'Impero come, nel caso, chiedere l'appoggio e la protezione della flotta di una grande potenza, sia pure ancora estranea al conflitto, per proteggere quella famosa neutralità. L'unica considerazione che può aiutarci a spiegare questo altrimenti inspiegabile atteggiamento, è quella di pensare a un tentativo disperato, e peraltro non scoraggiato dall'Impe­ratore che, evidentemente, vi trovava il suo tornaconto, di salvaguardare in ogni modo l'autonomia e l'indipendenza della piccola Toscana dal­l'Impero. Un tentativo che aveva fatto a suo tempo, con ben altro spessore e risultato, il padre comune ai due personaggi, Pietro Leopoldo,
8> Sulla Toscana nel periodo rivoluzionario si veda, oltre al terzo volume del­l'opera di A. ZOBI, istoria civile della Toscana dal MDCCXXXVI1 al MDCCCXLVJII, Firenze, Molini, 1850-1852, B. MOLONEV, Florence and England. Essays on cultural relations in the second half of the Eighteenth Century, Firenze, Olschki, 1969; C. MANGIO, I patrioti toscani tra Repubblica Etrusco e Restaurazione, Firenze, Olschki, 1991; A. VON REUMONT, Ceschichte der Toskana unter detn Hause Habsburg-Lothringen, Gotha, 1877; Io., Federico Guglielmo Maniredini e la politica toscana nei primi anni di Ferdinando 111, in Archivio storico italiano, XXV, 1877; A. MORENA, Giudizi sulla Rivoluzione francese nella corte del Granduca Ferdinando, in Archivio storico italiano, XVI, 1897; I. TOGNARINI, Rivoluzione e rivoluzionari in Toscana (1790-1801), in Ricerche storiche, 1975, n. 2; Io., Giacobinismo, Rivoluzione. Risorgimento. Una messa a punto storiografica, Firenze, La Nuova Italia, 1977; R. NUTI, Toscana e Francia nel 1794 in un carteggio Corsini-Carletti, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XX111, f. Ili, marzo 1936. Numerosi saggi sulla situazióne politica e sociale toscana di quel periodo sono contenuti nel volume L'età rivoluzionaria e napoleonica, a cura di I. TOGNARINI, Napoli, ESI, 1985. Sulla figura di Ferdinando III si veda la biografia di F. PESENDORFER, Ferdinando III e la Toscana in età napoleonica, Firenze, Sansoni, 1986.
9 Cfr. B. MOLONEV, cit., PP. 112-113. Scrive il Moloney: The Grand-Duke Ferdinand, who was in Vienna whcn the war declared, realfirmed to France, with the Empcror's agreement, the traditional Tuscan policy of neutrality and at the same lime authorized the English Ambassador in Vienna to ask for English ships to he sent to Lcghorn to ensure ihat its neutrality was observed . Del resto anche lo Zobi osserva che il Granduca, per quanto deciso a difendere il suo stato di neutralità, aveva fatto esplicita richiesta all'Inghilterra di naviglio per guardare i mari che bagnano l'Italia (A. ZOBI, cit., t. Ili, p. 89). Sulla guerra di corsa nel Mediterraneo si veda in particolare J. P. FILIPPINI, Livorno e la corsa Inglese nel Settecento, in Atti del Convegno Gli inglesi a Livorno e all'isola d'Elba , Livorno, Bastogi. 1990.