Rassegna storica del Risorgimento
CALAMAI GIOVANNI; CARTEGGI (SERATTI-CALAMAI); GRANDUCATO DI TOS
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1993
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I problemi della neutralità nel 1793 151
quando decise di far sapere a Vienna che egli stava studiando addirittura un progetto di costituzione per la Toscana.10) È vero d'altra parte che il Granducato era privo di mezzi militari per poter prendere parte attiva ai conflitti, ma è anche vero che i motivi di una simile carenza possono essere ricercati proprio nella dipendenza che la Toscana aveva nei confronti della casa madre austriaca, la quale, in caso di un conflitto che avesse messo in discussione il possesso del territorio, sarebbe stata ben lieta di ribadire la propria autorità con l'intervento militare. Una simile posizione fu tollerata dalla Gran Bretagna fino a quando questa non entrò a far parte attiva nella guerra europea. Il porto di Livorno costituiva una postazione di particolare importanza per l'Inghilterra, sia come base commerciale per il controllo dei traffici con il Levante, sia come possibile base di operazioni militari nel Mediterraneo centrale.11) L'esigenza di ottenere il pieno controllo di quel porto, così come quello di Genova e delle isole dell'arcipelago di Malta, si impose, nel febbraio del 1793, con la creazione ufficiale da parte della Gran Bretagna della prima coalizione europea.
L'inviato straordinario britannico a Firenze, Lord Hervey, intensificò proprio allora le pressioni del suo governo per indurre definitivamente la Toscana a dichiararsi ostile alla Francia e a concedere alla flotta inglese, così come aveva chiesto da Vienna pochi mesi prima lo stesso Ferdinando III, il completo controllo del porto di Livorno.12) Fu proprio da Livorno, città tutt'altro che ostile alla potenza e ai traffici dell'Inghilterra) che l'ammiraglio Hood, comandante della flotta di S. M. Britan-
10) Sul progetto di costituzione per la Toscana cfr., oltre alle già citate Memorie del Gianni, F. DTAZ, Francesco Maria Gianni: dalla burocrazia alla politica sotto Pietro Leopoldo, Milano, 1960, e F. FRANCOVICH, La rivoluzione americana ed il progetto di Costituzione di Pietro Leopoldo, in Rassegna storica del Risorgimento, 41, 1954. Si veda inoltre A. SALVESTRINI, Introduzione a PIETRO LEOPOLDO D'ASBURGO-LORENA, Relazioni sul governo della Toscana, Firenze, OlscfaM, 1969, 3 voli., voi. I, p. XXII.
li) Sull'attività mercantile di Livorno durante il secolo XVIII si veda in particolare G. MORI, Linee e momenti dello sviluppo della città, del porto e dei traffici di Livorno, in La Regione, 12, 1956; J. P. FILIPPINI, Le commerce du blè à Livourne au XVIIffl siede, in Studi in memoria di Federigo Melis, voi. IV, Napoli, 1978. Sulla guerra di corsa nel Mediterraneo nella seconda metà del secolo XVIII cfr. J. P. FILIPPINI, Livorno e la corsa inglese nel Settecento, in Atti del Convegno Gli inglesi a Livorno, cit., 1980; C, CARRIERE - M. CONDURIÉ, Les grandes heures de Livourne au XVIII6 siede. L'exemple de la guerre de Sept ans, in Revue historique, 515, 1975, e A. SALVESTRINI, La Toscana tra due imperi, in AA.W., L'età rivoluzionaria, cit., pp. 53-57.
12) John Augusius Hervey (1757-1796), dopo essere stato inviato di S. M. Britannica a Napoli tra il 1776 e il 1777, fu nel febbraio 1788, incaricato dal Governo inglese di recarsi a Firenze con la qualifica di inviato straordinario presso la Corte di Toscana, in sostituzione del defunto Sir Horace Mann (cfr. C. H. WEBSTER, Brittsh Diplomatic Representatives, 1789-1852, London, 1934, e A. Zoni, cit., voi. Ili, pp. 83-84. Alcune notizie sullo carriera diplomatica di Lord Hervey sono contenute nel saggio di B. MOLONEY, cit., P, 112 sgg.).
U) Sul comportamento della popolazione livornese nei confronti dell'Inghilterra e della Francia cfr. in particolare G. SONNINO, Sentimenti e moti antifrancesi alla fine del XVIII secolo, in Bollettino storico livornese, 1937. A proposito dell'ostilità mostrata