Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
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1993
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231
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I // trienio liberal della Spagna 231
è estesa a tutto il Paese ed ha interessato con gli archivi e i documenti ufficiali anche le notizie della stampa, quotidiana e periodica compresa quella minore, nomi ed opera di personaggi, noti, meno noti, oscuri che direttamente o indirettamente, dall'uno o dall'altro campo, parteciparono in Spagna al travaglio del Triennio 'liberale. Scrive il Gii Novales che questa opera, che mancava nel Paese e che è stata ispirata da altre consimili apparse in passato in Francia, Italia, Germania, Austria e altrove, potrebbe costituire la premessa ad una di più vasto respiro che comprenda il Dizionario biografico della prima metà del secolo XIX per il suo Paese. Questo volume e le Addenda raccolgono oltre diecimila nomi; ai più sono dedicati una o poche righe ad altri più colonne in rapporto alla loro importanza e presenza nel quadro storico del periodo e alla conoscenza che si ha della loro azione. Molte voci si esauriscono in poche parole: ad es. per ila prima, che apre il volume, leggiamo: ABAD, Bernardo, Comisario de guerra, 1812-1821; per l'ultima ZURITA, Agustin, è detto: Soc[iedad) Patrlriótica] Jerez de la Front era. 6 agosto 1820. Al re Fernando VII sono dedicate tre colonne. Il Direttore dell'opera, dopo di essersi riferito nel Pròlogo alle difficoltà che si erano manifestate nella raccolta dei nomi e dei dati per una indagine che si era estesa a tutto S paese, avverte testualmente: La razón minima para incluir un nombre en el DBTL ha sido su existencia fisica en Espana, durante los anos 1820-1823. Pero le hemos exigido algo mas que la mera residencia, es decir tener en la època alguna significación . Ciò significa che sono inclusi nel Dizionario biografico anche gli stranieri che, comunque e dovunque, fossero intervenuti nei fatti del Triennio e nel bene e nel male. Si manifesta, allora, in noi una perplessità che proponiamo con tutta umiltà allo storico amico per un quesito a risposta scontata di cui pure, per altro, ci piacerebbe avere conferma.
Abbiamo esaminato attentamente l'opera e ci ha colpito in essa la grande e imprevedibile abbondanza di dati suffragati da una amplissima bibliografia, che chiude di volume (pp. 721-737) e comprende in gran parte testi coevi ima anche vicini a noi, fra cui alcuni italiani. Ciò indica la mole del lavoro che il Gii Novales ed i suoi collaboratori dovettero affrontare per parecchi anni. Ha attratto la nostra attenzione l'esigua presenza di italiani citati che, nel volume e nelle Addenda, sono soltanto trentaquattro ripartiti come segue: dieci sono Consoli e Viceconsoli di Spagna nei Paesi italiani negli anni del Triennio (onorari, senza dubbio, e scelti fra i sudditi di Stati italiani); due sono sudditi sardi operanti quali capi della missione diplomatica a Madrid (il marchese Antonio Brignole Sale e Vittorio Balbo Bertone conte di Sambuy); quattro sono residenti a La Coruna che, l'I luglio 1823, firmarono un proclama non specifico indirizzato ai loro compatrioti (Benaghi L*, Cani C, Cora aro A., Guerrini G.); sono segnati, poi, i seguenti cinque italiani emigrati per motivi vari fra il 1767 e il 1811 in Spagna ove operavano durante il Triennio: Ulisse Albergo!i di Arezzo, Nicola Delmàs (o Dalma/zzo) piemontese, Francesco Lucina calabrese, Nicola Podero e Marcello Spinola genovesi. Abbiamo trovato, poi, i nomi