Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
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1993
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Salvatore Candido
di cinque liberali fuggiti a causa dei fatti di Napoli del 1820-1821 (nessun siciliano) e di otto che erano intervenuti nel 1821 nei fatti del Piemonte e della Liguria. I napoletana (fra essi tre personaggi di grande rilievo) sono: Orazio de Attellis, Domenico Cicalese, Giuseppe Monti, Guglielmo Pepe, Giuseppe Rosarol. I liberali provenienti dagli Stati Sardi segnati nel Dic-cionarìo sono: Cado Beolchi, Carlo Ferrari, Fiorenzo Galli, Pietro Gallotti, Claudio Linati, Luigi Monteggia, Gabriele Nicasio, Giuseppe Pacchiarotti. I più noti sono il Beolchi e il Linati.
Trattasi di appena tredici nominativi di cui sono stati reperiti dati riferentisi alla loro azione durante il Triennio di Spagna su parecchie centinaia di uomini che, venuta meno ogni possibilità di resistere, avevano affollato i porti della Liguria per raggiungere la Spagna dove il Governo costituzionale operava attraverso i ministri eletti dal re e le Cortes. Fu questa una delle trasmigrazioni politiche più vaste e drammatiche, che può paragonarsi per la sua ampiezza a quelle che si sarebbero manifestate, nel 1848-1849, negli Stati liberali italiani travolti dalla reazione. Dodici nominativi (ad eccezione di quello del Nicasio) sono compresi nella vasta documentazione proposta, già dal 1962, da Salvatore Carbone nel suo Fonti per la storia del Risorgimento italiano negli Archivi Nazionali di Parigi. I rifugiati italiani in Francia (1815-1830) 16> che comprende parecchie centinaia di nomi di sudditi sardi passati in Spagna nel 1821, fatti prigionieri dalle truppe francesi inviate dalla Santa Alleanza in Spagna per ristabilirvi lo statu quo ante e da queste trasferiti nei campi di concentramento o nelle prigioni militari francesi. Attraverso la vasta documentazione raccolta dal Carbone negli archivi di Francia, noi siamo in grado di seguire l'iter di molti liberali italiani in una tappa di passaggio che doveva riportarli o negli Stati Sardi per effetto di amnistie ed indulti concessi da Carlo Alberto o in altri Paesi del Vecchio e del Nuovo Mondo, che fu per molti di essi luogo definitivo di lavoro e di rifugio. Noi ci chiediamo perché non appaiono nel Diccionario i nomi citati da Carlo Beolchi nel suo Reminiscenze dall'esilio del 1853, già pubblicato a Londra nel 1850 con il titolo Reminiscenze, come annota la scheda al suo nome nel Dizionario, e come non vi appaiano parecchi altri delle centinaia di nomi citati nei due volumi del Dizionario dei piemontesi compromessi nei moti del 1821, pubblicato a Torino in due volumi nel 1982, 1986 da Giorgio Marsengo e Giuseppe Parlato,17) oppure nel saggio già citato da Arturo Segre su
JÓ) Pubblicato a Roma dall'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1962, pp. XXJ-202 (voi. XLII1 della Biblioteca Scientifica, S. II delle Fonti).
H) L'introcluione è di Giuseppe Parlato. Volumi pubblicati a Torino, 1982, 1986, pp, 245-182, VI 1-294, nelle edizioni del locale Comitato dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Le pp. 182 del I e 294 del II volume comprendono un elenco ragionato, con parecchie centinaia di nomi, del compromessi rimasti in patria o trasferitisi in luogo di esilio. Molti di essi, alcune centinaia, si rifugiarono in Spagna. Citiamo, a titolo esemplificativo, quelli della lettera A (su 217 inquisiti): Luigi Actis,