Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <233>
immagine non disponibile

U trienio liberal della Spagna 235
/ profughi del '21 in Spagna o in parecchi altri che potremmo citare. Non lasciarono essi, forse, tracce del loro passaggio e della loro azione in Spagna? Sono passati mantenendo quali soldati il più rigido anonimato? Sono andati dispersi, ad opera della reazione, i documenti che testimonia­vano dei doro gradi, degli assegni ricevuti, del loro arrivo, della loro pri­gionia, della loro partenza? Sono interrogativi proposti nel desiderio che si frughi ancora negli Archivi di Spagna, si pongano a raffronto i dati a noi giunti dalla storiografia italiana con quella spagnola e si lumeggi ancora di più una tappa fondamentale del duro cammino degli esuli italiani in terra di Spagna e della loro presenza in questa a difesa delle libertà costituzionali. Presenza che molti, per citare un esempio solo, ricordano anche per la commossa rievocazione che Mazzini ne fece, a distanza di anni, aprendo le sue Note autobiografiche in cui esordisce rievo­cando il dolore che ebbe, giovine di 16 anni, nell'aprile 1821, nell'assistere al triste spettacolo degli insorti che si affollavano, cercando salute al mare, in Genova, poveri di mezzi, erranti in cerca d'aiuto per recarsi in Spagna dove la Rivoluzione era tuttavia trionfante .18) Non è retorica il dire che i fatti di Spagna del Triennio appartengono anche alla storia dltalia e per questo vorremmo che si cercasse ancora negli Archivi e sulla stampa del tempo per dare una immagine ed un volto, documentandone la presenza e l'azione in terra di Spagna, a parecchi, almeno, delle molte centinaia di esuli che giunsero ed operarono nel paese nel 1821 e la cui attività in loco possa essere accertata da documenti o da testimonianze coeve, comprese quelle italiane.
Chiusa la digressione, e chiedendo ancora una volta venia al prof. Gii Novales, osserviamo, per concludere, che questa carrellata su di un maestro della storiografia contemporanea che, anche a causa dei suoi lunghi sog­giorni in paesi d'Europa e di America, ci propone una preparazione e
Vittorio Airoino, Giambattista Albagino, Luigi Albertini, Alessandro Allaudi (Alliaud), C. B. Allegra Benedetto Allemandi, Pietro Paolo Allemano, Francesco Andreoni, Fran­cesco Andrietti, Paolo Annia, Guglielmo Ansaldi, Pietro Antonelli, Casimiro Antonmarco Ara, Stefano Arbaudi, Carlo Armano Di Grosso, Andrea Arullani, Giuseppe Avezzana. Di questi, 15 sono militari di vario grado e 16 sono citati dal Carbone Era i combattenti sardi trasferiti quali prigionieri in Francia.
Citiamo alcuni nominativi che ci appaiono più significativi fra quanti sono com­presi nel Dizionario del compromessi. Con l'Avezzana suddetto i seguenti ufficiali di vario grado: Angelo Bianco di Saint-Jorioz, Gaetano Borso di Carminati, G. B. Bottcro, Vittorio Amedeo Ferrerò, Evasio Radice, Urbano Rattazzi (omonimo del più noto uomo politico, che morì a Barcellona nel 1822), Michele Regis, Antonio e Leopoldo Giovanni Riccardi di Lantosca nonché Ottavio Balbi, Carlo Bcolchi, G. B. Màrochetti avvocati, Pietro Carta e Pietro Alessandro Garda medici, Carlo Giuseppe Ferraris farmacista e tanti e tanti altri. Possibile, ci chiediamo ancora, ohe alcuni di questi e di parecchi altri non abbiano lasciato traccia della loro presenza in Spagna?
18> Derivo il testo dalla ristampa pubblicata in Scritti editi ed inediti di Giuseppe Maztim, voi, LXXVIH, Politica, voi. XXVI, Imola, 1938, p. 6.