Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <235>
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LIBRI E PERIODICI
UGO COVA, Commercio e navigazione a Trieste e netta Monarchia asburgica da Maria Teresa al 1915 (Civiltà del Risorgimento, 45), Udine, Del Bianco, 1992, in 8, pp. 235. L. 28.000.
Una considerazione preliminare, riferita ai contributi raccolti nella prima parte di questo volume, è che essi si presentano come frutto d'indagini ancorate sulla stretta interconnessione fra contesto locale e contesto generale europeo (e non soltanto squisita­mente mitteleuropeo), e pertanto si collocano ben al di fuori d'una miope concezione municipalistica o regionalistica della storia.
Si tratta infatti di contributi rivolti ad illuminare specifici aspetti d'un quadro d'insieme che non viene mai perso di vista. Contributi che si dimostrano utili a com­pletare le nostre conoscenze di fenomeni di portata generale, come ad esempio l'assolu­tismo riformatore asburgico, il mercantilismo nelle sue tìpiche manifestazioni, il con­fronto armato sui mari nelle guerre che opposero fra loro le grandi dinastie, da quella per la successione spagnola a quella dei Sette Anni, nonché nelle guerre dell'epoca napoleonica. Sulle relazioni bilaterali italo-austriache, con particolare riguardo ai trattati di commercio e di navigazione, è incentrata la seconda parte del volume. Questa rac­colta di saggi offre, dunque, mollo di più di semplici tessere o tasselli come modesta­mente li definisce l'autore.
A buon diritto il volume di Cova rientra nella più avanzata storiografia giuliana, quella cioè che rigetta l'assioma d'una specialità delle vicende di Trieste e della sua regione e respinge, di riflesso, la pretesa di costruire un corso storico come particolare senza universale. Ci si riferisce a quella linea revisionista sulla quale s'erano per primi attestati da angolazioni differenziate Fabio Cusin, Ernesto Sestan, Carlo Schiffrer, anche se, a ben vedere, potevano vantare qualche precursore (basti pensare ad Angelo Vivant e). Non si vuole fare torto a nessuno se, in questa sede, ci limitiamo a menzio­nare i nomi di studiosi appartenenti ad una generazione ormai scomparsa, tralasciando i più giovani.
Pur se fra i saggi ripubblicati in questo volume non compaiono quelli specifica* tamente incentrati sulla storia delle istituzioni, nondimeno è costante oltre che ne­cessario in essi il riferimento, o meglio l'inquadratura nell'ordinamento giuridico dello Stato asburgico, e non solo di questo. Ciò si rivela tanto più essenziale nel saggio in cui l'autore ripercorre, in sintesi organica, l'itinerario del rinnovamento istituzionale nel Litorale austriaco, emblematico esempio di sperimentazione di riforme in uno Stato a struttura pluralistica, qual'era nel Settecento la monarchia danubiana e quale in sostanza essa rimarrà per il resto della sua esistenza. Analoghe considerazioni valgono per le pa­gine dedicate alle funzioni ed all'operato della Borsa mercantile triestina, come pure per quelle illustranti l'organizzazione dei consolati austriaci di Ponente; due figure giuridiche studiate senza prescindere dalla loro collocazione nel tessuto storico generale.
In quanto al saggio sulla fondazione del Lloyd Austriaco, esso si ricollega al ruolo svolto dal ceto mercantile di Trieste, illustrando le fortune di commercianti, im-