Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <236>
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236 Libri e periodici
prenditori e finanzieri di varia estrazione etnica e religiosa che animarono la vita eco* nomica dell'emporio, talora fondatori di vere dinastie economiche, talaltra chiamati sin­golarmente ai vertici dell'apparato statale (il riferimento più immediato va a Karl Lud­wig von Bruck, destinato a reggere il ministero delle finanze). Da segnalare che questo saggio, apparso originariamente nel 1986, usciva pressoché in contemporanea o precor­reva di poco la pubblicazione dei risultati delle ricerche svolte sulla medesima tematica, opportunamente inquadrata in una cornice mitteleuropea, da parte di Giulio Sapelli (// profilo del destino economico di Trieste, in E. APIH, Trieste, Bari, 1988; ma vedi anche Uomini e capitali nella Trieste dell'Ottocento. La fondazione della Riunione adriatica di sicurtà, in Società e storia, n. 26, 1984) e di Anna Millo {L'elite del po­tere a Trieste: dall'irredentismo al fascismo, in Società e storia, n. 36, 1987; Élite del potere a Trieste: una biografia collettiva, 18914938, Milano, 1989).
La disciplina della navigazione mercantile austriaca, la guerra da corsa in Adria­tico e più in generale nel Mediterraneo, ed il confronto in questi maxi fra le marine militari degli Stati europei durante i conflitti scoppiati nel corso del Settecento e poi nei primi anni dell'Ottocento al tempo delle coalizioni antinapoleoniche, costituiscono l'oggetto di due contributi di Cova distinti, ma che si completano l'un l'altro. La que­stione della disciplina della navigazione e della marineria austriache ha comportato per l'autore un'analisi delle varie tappe d'un processo di produzione normativa mirato ad apportare chiarezza nei rapporti giuridici, attraverso un corpo di leggi vasto ed il più possibile omogeneo, almeno per quanto lo consentissero allora il particolarismo radi­cato nel sistema amministrativo provinciale e la novità d'una materia che esigeva ade­guata preparazione negli addetti ai lavori. Quest'ultimo aspetto, vale a dire l'acquisi­zione d'una sufficiente competenza della problematica da parte del legislatore e della burocrazia, implicava un opportuno confronto con la disciplina vigente nella Repub­blica di Venezia, riconosciuta per essere nettamente superiore a quella austriaca. Al let­tore più esigente viene pertanto offerta da Cova un'esposizione comparativa dei due ordinamenti, quello asburgico e quello marciano, con riguardo alla navigazione mer­cantile.
Particolarmente suggestiva, diremmo quasi avvincente, ci appare la trattazione delle vicende legate alla guerra sui mari, alla repressione del contrabbando, all'arma­mento di navi corsare ed ai tribunali delle prede; sono pagine di storia europea illu­strate con competenza e ricchezza d'informazione, dalla cui lettura scaturiscono anche stimoli per ulteriori indagini, come ad esempio nel caso specifico della guerra da corsa in tema di recezione da parte dei paesi europei del diritto marittimo consue­tudinario comune improntato all'Ordinanza di marina di Luigi XIV, del 1681. Po­trebbe risultare produttiva fors'anche una verifica della consistenza della documentazione d'archivio britannica e tedesca sulle imprese dei navigli corsari inglesi battenti l'Adria­tico ed il Levante sotto bandiera prussiana durante la guerra dei Sette Anni (pur se gli archivi berlinesi hanno subito rilevanti perdite per effetto dei bombardamenti nel­l'ultimo conflitto). Forse ci sarebbe ancora da scrivere sulle compagnie commerciali pri­vilegiate sorte nei domini asburgici, sempreché Fulvio Babudieri, con le sue più re­centi pubblicazioni sulla Compagnia Orientale, quella di Ostenda, quella Asiatica di Trieste e la Società per il commercio asiatico di Trieste e d'Anversa, non abbia esau­rito l'argomento (L'espansione mercantile austriaca nei territori d'oltremare nel XVIli secolo e suoi riflessi politici ed economici, Milano, 1978; Industrie, commerci e naviga­zione a Trieste e nella regione Giulia, Milano, 1982).
Qualche breve osservazione va rivolta anche alla seconda parte del volume di Cova, dedicata ai rapporti commerciali italo-austriaci. Senza soffermarci sui capitoli in­centrati sui rapporti fra Austria e Stali italiani preunitari, il che richiederebbe una disquisizione molto articolata, preferiamo entrare nel merito dei trattati di commercio e navigazione conclusi fra l'impero asburgico ed il regno d'Italia successivamente alla guerra del 1866, allorché prese avvio il processo d'avvicinamento e di normalizzazione delle relazioni politiche ed economiche fra i due paesi, I vari trattati, stipulati nel corso dell'Ottocento, a partire da quello del 1867, favorivano, com'è noto, le esporta-