Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno
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1993
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pagina
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239
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Libri e periodici 239
la condizione di necessità in cui si era trovato il municipio dopo le guerre con Venezia. Proprio la consapevolezza di confrontarsi con una tradizione critico-interpretativa assai lunga, e con una non meno lunga opera di stravolgimento e di superfetazione del pensiero rossettiano, ha probabilmente condotto l'A. ad indulgere verso una profusione dell'apporto documentario, che talvolta appare sovrabbondante,2) ma che in alcuni casi offre un significativo supporto interpretativo.
In effetti, come traspare dalla documentazione offerta e dall'intera opera rosset-tiana, il suo impegno di intellettuale si indirizzò chiaramente verso due distinte e non incompatibili dichiarazioni; dal punto di vista culturale, quella della opzione italiana {o italofona) della città e, dal punto di vista politico, quello della scelta in favore del dominio asburgico.
Il suo interesse per la storia romana del municipio, osserva così correttamente Cossutta (pp. 70 sgg.) servì a legittimare l'appartenenza della città al Sacro Romano Impero Germanico, in quanto continuatore di quell'impero romano del quale Trieste aveva fatto parte, tanto da stravolgere il significato meramente particolaristico della tradizione erudita seicentesca. Il desiderio di ottenere per la città, dopo il suo considerevole sviluppo economico, il riconoscimento di un ruolo particolare nell'assetto europeo, lo portò ad accentuare i caratteri di specialità della situazione locale, sia recuperando le situazioni di privilegio economico e giuridico godute anteriormente, sia sopravvalutando anacronisticamente dal punto di vista politico l'autogoverno delle magistrature comunali e dell'ordine patrizio.
Un progetto articolato, quello di Rossetti, che si mosse costantemente sui due piani della cultura e della politica, non sempre coincidenti, facendo anche propria la interpretazione di un civismo petrarchesco lontano dalla contesa politica e perciò diverso da quello politicamente impegnato di Dante (p. 229 e passim).
Proprio la difficoltà di saper distinguere i due piani dell'impegno intellettuale rossettiano è stata all'origine della lunga querelle interpretativa sul personaggio, in cui pare ricadere talvolta l'autore stesso, quando non senza ambiguità giudica fortissimo in lui il senso della nazionalità italiana e non tedesca (p. 24) per ritenere alla luce dei successivi eventi risorgimentali [...] strano e certamente problematico [...] il suo patriottismo (p. 26), o ancora per supporre che Rossetti fosse avvertito di un preteso pericolo di un'accentuazione nazionalistica del potere centrale <p. 112).
Non sembra invece di poter seguire l'autore là dove afferma che Rossetti respinse la logica dello Stato moderno e del moderno diritto pubblico (p. 28) per interpretare il confronto tra borghesia e patriziato in termini di lotta di classe (p. 250) o dove si avvalora l'idea di una sua netta avversione per il medioevo (p. 271). Invero, come è stato in più. occasioni ed anche recentemente ripetuto, gli strumenti delle sue battaglie furono sempre moderni, anche quando il contenuto di esse era antico o tale appariva.3) Né risulta plausibile l'ipotesi che ad un certo punto Rossetti avesse identificato in un mito della romanità lo strumento per la sua difesa dell'autonomia cittadina (p. 88) da contrapporre all'immagine certo suggestiva ma enfatizzata di una Vienna matrigna avida e indifferente (p. 93). In questo quadro, che appare rafforzato secondo Cossutta dai toni assai più concilianti del Rossetti pubblico rispetto a quello privato <pp. 97, 167, 214, anche se poi l'autore si avvede che si tratta come fu soprattutto di sfoghi con gli amici, cl'r. p. 258), gioca talvolta
2) Si vedano la lunga digressione sul cronachista seicentesco Ireneo Della Croce, pp. 77-80, e le amplissime citazioni dal Kandler, pp. 238-245, per interpretare il pen? siero di Rossetti senza ricorrere invece alla critica più recente.
3) Cfr. ora anche M. R. Di SIMONE, Sull'influenza della cultura giuridica austriaca net Litorale fra Settecento e Ottocento, dn Clio, XXVI, 1, 1990, pp. 4243.