Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <240>
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240 Libri e periodici
anche una non completa conoscenza delle vicissitudini rossettiane 4> o la sottovaluta­zione di alcuni nessi importanti, come la meditata preferenza di Rossetti per il Foscolo letterato rispetto al Foscolo politico.*) con tutte le implicazioni culturali di una simile scelta.
In effetti, ciò che emerge con efficacia dalle pagine di Cossutta, è la definitiva delegittimazione dell'opinione storiografica secondo la quale le posizioni di Rossetti si fossero risolte in assunti occasionali e accidentali, per giudicarle invece come risultato di consapevoli scelte culturali (così come recita anche il titolo del saggio), opportune o inopportune che potessero rivelarsi. In questo senso il saggio di Fabio Cossutta si qualifica a buon diritto come un contributo significativo alla rilettura dell'opera poli­tica e civile di Domenico Rossetti.
ANTONIO TUAMPUS
Robespierre , Cu. Atti della ricerca sulla Letteratura francese della Rivoluzione. Atti del 4 Convegno del Centro Sorelle Clarke (Bagni di Lucca 7-9 novembre 1988) (Biblioteca europea della Rivoluzione francese B.E.R.F., Atti, 1); Bologna, Analisi, 1990, 3 tomi, in 8, pp. 910. L. 90.000.
La B.E.R.F., Biblioteca Europea della Rivoluzione Francese, collana diretta da Angelo Varai e Ruggero Campagnoli ed edita dall'Analisi di Bologna, si propone di riconsiderare e riscoprire la cultura europea del periodo della Rivoluzione Francese articolando le sue ricerche nelle più diverse direzioni: dalla raccolta di atti e materiali suscitati dal bicentenario, alla pubblicazione di numeri monografici, all'edizione di testi inediti, rari o dimenticati di tutte le culture europee. Questo progetto viene svolto nella consapevolezza dell'importanza che la riscoperta e la rivalutazione della Rivoluzione Francese, intesa come patrimonio comune a tutta la cultura europea, comporta per un nuovo approccio storiografico. E proprio un diverso approccio ha caratterizzato questo bicentenario rispetto alle commemorazioni precedenti: se infatti il centenario era stato una manifestazione essenzialmente francese e altamente polemica puisqu'il s'agissait, pour la Troisième République d'affirmer sa Iégìtimité par référence et filiation à l'évé-nemeiit fondateur , e se il centocinquantenario, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, non aveva avuto l'éclat que ses organisateurs avaient prévu (RO­LAND DESNÉ, Le Bicentenaire de la Revolution francaise, III, p. 813), il bicentenario ha mostrato di osservare la Rivoluzione sotto un'ottica diversa. Stanchi infatti delle storie encomiastiche si è cominciato ad interrogarsi sulle forze che si opposero alla Rivo­luzione stessa, col desiderio di ricostruire, mediante una visione dall'interno , il fatto rivoluzionario nella sua più vasta complessità. A tale scopo gli storici anziché chiudersi in se stessi considerando l'avvenimento di loro esclusiva competenza, hanno ricercato la collaborazione di altri specialisti quali musicologi, storici dell'arte, letterati ecc. Il fatto poi che .la commemorazione del periodo rivoluzionario non sia più una caratteri­
no Gli inediti pubblicati con il titolo /'/ futuro di Trieste ed il primo giubileo del porto)ranco in un opuscolo proibito dalla censura (1828), in Quaderni Giuliani di storia, VII, 1, 1986, pp. 7-82, chiariscono ad esempio tutti gli equivoci nei rapporti di Rossetti con la censura austriaca, superando le ipotesi di Cossutta alle pp. 97-99,
5) D. ROSSETTI, Scrini inediti, a cura di C. PAGNINI, I, Udine, IDEA, 1944, p. 272> testimonianza che rivela un atteggiamento di Rossetti più articolato rispetto ad una semplice distanza da Foscolo (COSSUTTA, p. 20).