Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
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Libri e periodici
da usa e getta, è quello della conservazione; [...] la numerazione delle pagine, da gennaio a dicembre, è progressiva e facilita cosi, a fine anno, la raccolta del volume (p. 14). Parimenti interessante lo schizzo di Piacenza nella seconda metà del Settecento, da cui risulta una città con il 9,5 composta da religiosi e il 5 da nobili. Le terre erano divise tra laici (58) ed ecclesiastici (42). La cultura aveva un ruolo di prim'ordine: c'erano otto Accademie, solo una in meno di Torino e tre in meno di Milano.
Dunque, un volume riuscito a metà, che ci offre un paio di contributi degni di interesse e altri di cui pare difficile comprendere utilità e finalità. Ma questo rischio sovente ricorre in un convegno di studi.
FRANCESCO GHIDETTX
ENRICO MICHELE L'AURORA, Scritti politici ed autobiografici (1796-1802), a cura di PIETRO THEMELLY (Biblioteca dell'Archivio, 10); Roma, Archivio Guido lzzi. 1992, in 8, pp. LI-231. L. 36.000.
Di Enrico Michele L'Aurora, figura non secondaria del giacobinismo italiano, si ignorava quasi tutto fino al fondamentale saggio dedicatogli da Delio Cantimori nel 1943 e, per la verità, almeno della sua vita non tutto ci è noto ancor oggi. Si ignora ad esempio l'anno della sua nascita, situata tra il 1760 ed il 1763, Dei suoi anni giovanili, fino all'inizio della Rivoluzione Francese, si sa solo quel poco che egli stesso ha lasciato filtrare nell'epistolario e nelle opere letterarie. Possiamo soltanto dire che era romano, di famiglia nobile, pretendente al ducato di Castro e che, in quanto tale, era stato fatto allontanare dall'Italia ancora ragazzo nel timore di eventuali attentati alla sua vita. Ancor meno sappiamo dei suoi ultimi anni, se mai ci furono, visto che si perdono completamente le sue tracce nel maggio del 1803, allorché è espulso dalla Repubblica Italiana. Nel giro di una dozzina d'anni due dei quali, per giunta, trascorsi nelle prigioni borboniche si esaurisce cosi la sua vicenda umana e politica.
Queste vicende e, ancor più, le idee, le utopie, le speranze che queste vicende hanno generato sono state ora opportunamente richiamate dalla recente pubblicazione di alcuni suoi scritti, parzialmente inediti, scelti e curati da Pietro Themelly che li ha fatti precedere da una corposa e documentata introduzione.
In questo saggio introduttivo, oltre che sul progetto nazionale unitario di L'Aurora che pure rappresenta la parte più. interessante e più valida del suo pensiero politico, l'unica, in qualche modo, a sopravvivergli Themelly si sofferma anche sul problema religioso e su quello sociale, per alcuni versi collegati tra loro. Mentre il teismo anti-cattolico di L'Aurora ha saldi agganci con la realtà della Chiesa di Roma e del potere temporale dei papi, i problemi sociali sono studiati in maniera utopistica, con rocchio e la speranza rivolti più verso una antica età dell'oro che verso la realtà di una società proto-industriale.
E strano come un uomo con queste utopie, con queste speranze, sia stato capace di operare attivamente in politica, cercando anche di adattarsi, sia pur a malincuore, a tutti i rivolgimenti che, in quegli anni, non furono pochi sempre conservando, però, nel fondo la sua passione, la sua capacità dì critica, il suo desiderio di operare per un'evoluzione della società. E quando nel 1801, dopo due anni di prigionia. L'Aurora tornerà nella Repubblica Cisalpina, non saprà più adeguarsi al nuovo clima poli-politico instauratosi nell'Italia napoleonica del dopo-Marengo , e cercherà di opporsi, subendo processo e carcere fino all'espulsione finale dal territorio della repubblica e, in mancanza di documenti ulteriori, dalla storia.