Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno
<
1993
>
pagina
<
245
>
Libri e periodici 245
La selezione delle sue opere effettuata da Pietro Themelly comprende larghi brani del libro All'Italia delle tenebre l'Aurora porta la luce , fondamentale per la comprensione del pensiero politico di L'Aurora, cinque opuscoli ed alcuni appelli, memorie e lettere che ci permettono di seguire il suo itinerario politico.
PIERO CROCIANI
Napoleone e gli Ebrei. Atti dell'Assemblea degli Israeliti di Parigi e dei Verbali del Gran Sinedrio, con le lettere di Jacopo Carmi introdotte da Andrea Balletti (1806-T807), prefazione di Philippe Roger, a cura di Daniela Gallingani; Bologna, Analisi, 1991, in 8, pp. 669. L. 90.000.
Passando da Strasburgo durante il ritorno da Austerlitz nel gennaio del 1806, Napoleone osservò e lo riportò nel decreto del 30 maggio di quello stesso anno che dans plusieurs départements seplcntrionaux de notre Empire, certains Juifs, n'exer-cant d'a ut re profession que celle de l'usure, ont, par l'accumulation des intéréts les plus immodérés, rais beaucoup de cultivateurs de ces pays dans un état de grande détresse . Ordinò pertanto, con quel decreto, che si riunisse nel luglio di quell'anno un'assemblea di rabbini, proprietari ed altri ebrei notabili del suo vasto dominio, onde rianimare i sentimenti della morale civile e trovare il modo per richiamare [...] l'esercizio delle arti e professioni utili al fine di sostituirle all'usura. L'Assemblea si riunì per la prima volta il 26 luglio di quell'anno ed ebbe come compito quello di rispondere a 12 domande poste da Napoleone e riguardanti le conseguenze civili e politiche delle leggi mosaiche {poligamia, divorzio, matrimonio interconfessionale, rapporti coi francesi, appartenenza nazionale, organizzazione e potenza del rabbuiato), le professioni e, infine, l'usura contro i correligionari e contro coloro che professavano un'altra religione.
L'Assemblea lavorò con zelo e le risposte soddisfecero Napoleone a tal punto da indurlo a risuscitare il Gran Sinedrio, tribunale composto in parte da rabbini e in parte da laici, che doveva garantire la perennità dei lavori dell'Assemblea dei notabili le cui risposte, ormai intangibili, sarebbero dovute diventare articoli di fede. I lavori di revisione delle risposte durarono pochissimo: dal 9 febbraio al 9 marzo 1807.
Il bellissimo volume della Casa Editrice Analisi di Bologna, oltre a riportare gli Atti dell'Assemblea e del Gran Sinedrio che già da soli costituiscono documenti importantissimi per la ricostruzione di quel momento storico, che, per usare la parola di chi lo visse, pose fine al servaggio degli ebrei, riporta anche le lettere che Diogene Tama e Iacopo Carmi, deputati dei collegi circoscrizionali di Bouches-du-Rhone l'uno, e del Crostolo l'altro, inviarono ai loro dipartimenti per aggiornarli sui risultati che si andavano ottenendo e sullo svolgimento di quelle giornate.
L'opera riesce bene nel duplice intento di recuperare alla storia un avvenimento che fu sempre taciuto o quanto meno trascurato dagli studiosi delle glorie napoleoniche, e di rivivere dall'interno il clima di quelle famose giornate, intento, quest'ultimo, felicemente perseguito grazie alle pagine vibranti e tra loro contradditorie delle lettere di Tama e Carmi i quali, per la diversa cultura e personalità, ci presentarono l'eco dei dibattiti che in quell'assemblea si svolsero da punti di vista completamente differenti.
La scientificità e il rigore storico-filologico con cui sono presentati i documenti che si rifanno almeno per quanto riguarda le lettere alla paziente opera del Balletti, storico reggiano che per primo si era dedicato allo studio dì quegli atti e di quelle lettere; fanno di questo volume un necessario strumento di studio e consultazione per tutti coloro che intendono approfondire lo studio della nostra storia oltre che di quella ebraica.
JVL CRISTINA PIPINO