Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <248>
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Libri e periodici
Una breve storia del formarsi dell'estimo come scienza, con particolare riferimento al Veneto, ci offre Alberto Gabba (La cattura e la pratica estimativa nell'Ottocento veneto, pp. 169-186).
Sulla base di una notevole massa di documenti conservati presso l'istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, Sergio Noto ci dà interessanti notizie circa l'in­chiesta sulla pellagra promossa dal governo austriaco nel 1847 e prolungatasi, dopo la parentesi rivoluzionaria, sino al 1854. Soprattutto per il periodo 1851-53 il materiale con­servato costituisce una mole di informazioni senza precedenti per la sua ampiezza nel panorama degli studi italiani in proposito (pp. 187-208).
Il contributo di Giovanni Zalin, Cultura idraulica e interventi reali su lagune, litorali e fiumi della Venezia tra Sette e Novecento (pp. 209-243) è costituito da un rapido excursus su quanto fu attuato dalla vecchia Repubblica, dall'amministrazione asburgica e infine dal Regno d'Italia per la salvaguardia di Venezia e del suo porto. Lettura di grande interesse in relazione agli attuali problemi della Laguna.
Su L'evoluzione delle attività zootecniche nelle Venezie dalla Restaurazione al primo dopoguerra si intrattiene invece Mario Bonsembiante (pp. 245-279), di quale segue le trasformazioni verificatesi nell'allevamento nelle varie zone (pianura, montagna, ecc.) secondo varie utilizzazioni (forza-lavoro, alimentazione, concime, ecc.) sia per i bovini, sia per il patrimonio ovi-caprino. Il quadro che ne risulta è quello di un costante svi­luppo della zootecnia soprattutto a partire dal secondo Ottocento.
Della lotta contro le malattie delle piante, in particolare vite e gelso, tratta Sergio Zangheri che, dopo aver accennato al carattere puramente empirico di questa lotta nella prima metà del XIX secolo, sottolinea il carattere scientifico che essa assunse nella se­conda metà, proprio in coincidenza con l'aggravarsi del fenomeno delle fitopatie. Se si pensa alle gravi conseguenze economiche e quindi sociali della moria delle piante, ci si rende conto di quanto importante sia stata la lotta antiparassitaria (I parassiti animali e vegetali delle piante agrarie e la difesa fitosanitaria, pp. 281-310).
Allo sviluppo di alcune culture particolari dedicano i loro lavori Arturo Zamorani e Gabriella Pasini che si occupano della produzione del vino (Le industrie agrarie di trasformazione: il caso dell'enologia, pp. 311-323) e Giogio Bargioni che tratta della fruttiviticultura nel Veronese (pp. 325-352).
Il volume si conclude con un saggio di Luigi Giardini che, riassumendo quanto esposto dai relatori, traccia a grandi linee il quadro dei progressi realizzati nella scienza agraria (Considerazioni sul pensiero agronomico e prospettive, pp. 353-361). L'indice dei nomi e dei luoghi e quello dei manoscritti e dei documenti d'archivio completano l'opera, la cui utilità per gli studiosi del Risorgimento consiste, al di là degli aspetti tecnici delle materie, nel fatto che essa richiama l'attenzione sui fenomeni di lunga durata, la cui continuità si pone quasi come una sfida ai potenti di turno.
GIOVANNI PILLININI
Giuseppe Nicolini nel bicentenario della nascita. 1789-1989. Atti del Convegno di studi (Brescia, marzo 1990); Brescia, Stamperia Fratelli Geroldi, 1991, in 8 pp. 335. S.p.
Il Convegno, organizzato dall'Ateneo di Brescia e dal locale Comitato del nostro Istituto, si è proposto, attraverso l'analisi dell'opera e della figura di Giuseppe Nicolini (1789-1855), uno dei più ragguardevoli letterati bresciani della prima metà dell'Ottocento, di gettare luce su una fase molto importante della vita culturale della città lombarda. L'iniziativa come ha rilevalo Bortolo Martinelli nell'intervento conclusivo (Giuseppe Nicolini nel bicentenario della nascita. Un Convegno, una storia) ha inteso sondare