Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <251>
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Libri e periodici 251
visori del 1848 offrono una prova di questa verità . Lo stesso Lechi era indicato quale capo di una fazione che cerca di perpetuare la ignoranza del popolo e l'influente aristocratico reagì, non a caso, definendo La Sferza una vera fogna di licenza plebea (p. 291). Proprio contro il giornale austriacante Nieolini combatté la sua ultima, significativa battaglia. In qualità di segretario dell'Ateneo, e memore della sua formazione giuridica, chiese alla Procura Urbana che si procedesse contro II direttore de La Sferza, Luigi Mazzoldi, per vilipendio ed ingiurie . Il Mazzoldi fu condannato nei 1853 a 45 giorni di arresto, ma la pena gli venne condonata interamente a quanto pare per intervento diretto dell'Imperatore, in premio dei servizi che prestava con la sua penna al governo.
FILIPPO RONCHI
NICOLA DEL CORNO, Gli scritti sani . Dottrina e propaganda della reazione italiana dalla Restaurazione all'Unità; Milano, Franco Angeli, 1992, in 8, pp. 276. L. 36.000.
La bibliografia relativa agli autori reazionari , a quanti cioè avversavano nel­l'Ottocento con le idee e con gli scritti il liberalismo ed il processo di unificazione nazionale, non è troppo ampia, pur se in questi ultimi anni c'è stato un parziale ri­torno di interesse per costoro (ed il nostro Istituto ha dato anche in questo caso il suo valido apporto).1)
L'aver abbracciato la causa risultata perdente e l'oltranzismo di questi autori che giungevano ad essere guardati con qualche apprensione dagli stessi governi legit­timisti possono spiegare ad abundantìam lo scarso interesse suscitato fino ad oggi dalle loro opere. Bene, quindi, ha fatto l'autore richiamandoli alla memoria con la pub­blicazione di alcuni testi di tre tra i più significativi autori reazionari, Antonio Capece Minutolo, principe di Canosa, Monaldo Leopardi e Clemente Solaro della Margarita, perché il posto loro riservato è stato finora troppo ridotto rispetto all'influenza che ebbero, in negativo, nel processo del nostro Risorgimento e perché, a parte lo stile, che appare oggi farraginoso e pesante, alcune delle loro idee sono rimaste <o tornate) a galla.
Idee legate al buon senso (ed il giornale qualunquista apparso con questo titolo nell'immediato dopoguerra potrebbe confermarlo), al rimpianto per il buon tempo antico quando tutto funzionava, quando tutto andava per il suo verso, quando Fam­mi lustrazione della giustizia era immediata ed efficace (?!) idee legate alla piccola patria, che sola può conoscere le vere necessità dei suoi abitanti e provvedere di con­seguenza, a differenza dello Stato (unitario) centralizzato che tratterebbe tutte le regioni allo stesso modo indipendentemente dalle loro necessità e dai loro bisogni (ed anche quest'idea sta ora tornando d'attualità anche se, per il momento, si limita solo alla fase polemica).
Accanto a queste idee, a questi rimpianti, a queste lamentele c'è anche, in questi autori, qualcos'altro di orma! definitivamente superato e che era decisamente datato anche allora idee quali la stratificazione immobile delle classi sociali o la religione
0 Le dolci catene. Testi della controrivoluzione cattolica in Italia, a cura di VITTORIO E. GIUNTELLA, 1988.