Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
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1993
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pagina
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258
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258 Libri e periodici
Un testo di buon interesse in merito ci viene dal carmelitano Leopold George Glueckert. Le due amnistie che costituiscono i termini di riferimento del saggio, che è breve ma denso di notizie e di osservazioni pertinenti, tutte documentate a sufficienza, sono quella del 16 luglio 1846 e quella del 18 settembre 1849: i due limiti segnano per certi aspetti pur controversi la diversità degli orientamenti politico-amministrativi nella gestione di Pio IX nel governo dello Stato pontificio nei sofferti primi anni del suo pontificato.
Il libro del Glueckert ha uno svolgimento ordinato; porta un'introduzione significativa, una nota bibliografica certamente non esaustiva sulla materia e cinque appendici, di cui tre di rilievi statistici e due di schizzi di cartine geografiche; si articola in cinque capitoli, che riguardano: lo Stato pontificio nel 1846, l'amnistia del 1846, la rivoluzione ed il governo repubblicano del 1848-1849, la restaurazione di Pio IX, la posizione effettiva e la consistenza dei soggetti amnistiati, da considerare rebels or loyal citizens?
Sono interessanti, nel quadro profilato dal saggio, le indicazioni, oltre che sulla specificità dei crimini, sulle collocazioni topografiche che li caratterizzano; in effetti può disegnarsi una mappa delle differenziazioni criminali per categorie e per luoghi, utile a definire la situazione in merito negli anni difficili del primo periodo del lungo governo della Chiesa dì Pio IX. In conclusione, va sottolineato il valore della ricerca del Glueckert per la novità dell'argomento trattato e per il contributo che porta alla conoscenza di uno dei capitoli più complessi della storia risorgimentale italiana
GAETANO ANDRISANI
PIERFELICE BORELLI, Costantino Migra. Il Diplomatico del Risorgimento; Cavallermag-giore, Gribaudo Editore, 1992, in 8, pp. 212. L. 25.000.
Tra i non pochi personaggi del nostro Risorgimento nazionale su cui da lungo tempo è sceso un velo di silenzio, merita senz'altro di essere annoverato tra i primi Costantino Nigra (Villa Castelnuovo, 11 giugno 1828 - Rapallo, 1 luglio 1907), che fu il più stretto collaboratore di Cavour negli anni in cui si fece l'Italia, per poi approdare dopo la scomparsa del Tessitore ad una lunga carriera di diplomatico che lo vide accreditato presso le maggiori corti d'Europa. A parte qualche articolo occasionale apparso sulla stampa quotidiana (l'ultimo, se non andiamo errati, di Silvano Costanzo, Nigra, il bell'italiano, in Stampa Sera del 28 ottobre 1978), il profilo più incisivo del diplomatico piemontese è quello consegnatoci da Federico Chabod nella sua classica opera Storia detta politica estera italiana dal 1870 al 1896. Le premesse, che risale agli inizi degli anni Cinquanta, e di cui recentemente è stata ripubblicata dall'editore Laterza una nuova edizione. Ben venga dunque questo libro del Borelli, che seppure lontano da un taglio scientifico, ci ha consegnato un ritratto vivo del Nigra, colto nei momenti salienti della sua lunga attività di diplomatico e della sua alquanto movimentata vicenda umana.
L'A. di questa biografia, un gentile e garbato signore di origine piemontese, i cui avi almeno sino dai primi dell'Ottocento hanno dato funzionari allo Stato (il Borelli, oggi in pensione, è stato ingegnere del Catasto di Roma), aveva già dato prova della sua eleganza di stile e sobrietà narrativa nella biografia dedicata a Rosa Vcrccl-lana, la moglie morganatica di Vittorio Emanuele li, reperendo notìzie di prima mano e correggendo errori sui dati anagrafici della Rosina e dei figli nati dalla sua unione con il Re, precisando inoltre particolari poco noti o del tutto sconosciuti, che sono pure di qualche utilità per gli storici di professione (P. Borelli, Cronache di Rosa Ver-celiano contessa di Mirafiori; Firenze, Firenze Libri, 1989).
Jn questo libro sul Nigra, l'A. ha forse fornito meno dati di prima mano rispetto