Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno
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1993
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pagina
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259
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Libri e periodici 259
alla precedente biografia, ma ha precisato i risvolti umani del diplomatico, tenendo ben presente anche quelli politici, che vengono prepotentemente in primo piano nel suo libro ed assurgono anzi a protagonisti in tutte le svolte decisive della vita pubblica del diplomatico. Sono così fusi insieme con giusto equilibrio gli aspetti privati della vita del Nigra, dall'infanzia nel suo paesino nell'Alto Canavese, dove visse tra gente umile e laboriosa, come U padre Ludovico un cerusico che da giovane aveva combattuto con Napoleone, e successivamente si era compromesso, senza troppe conseguenze negative per lui, nei moti del 1821 , e ragazzi svelti e intelligenti, come il fratello Michelangelo a cui il Nigra fu sempre legato da un saldo vincolo di affetto , al gran debutto nella vita politica a fianco di Cavour e per tutta la carriera diplomatica.
Il Nigra, che aveva partecipato alla campagna del 184849 riportando in uno scontro a fuoco con il nemico una ferita ad un braccio, era entrato al ministero degli Esteri nel 1851 con la qualifica di applicato volontario, senza alcuna retribuzione economica. Nonostante il modesto esordio, il bel Costantino ebbe occasione e modo di segnalarsi nel ministero diretto allora dall'Azeglio per le sue qualità di giovane intelligente e dalla bella grafia (cosa di non poco conto per un'amministrazione come quella degli Esteri, che doveva inviare dispacci diplomatici in tutte le parti del mondo): fu proprio l'Azeglio che lo segnalò al Cavour in occasione dell'assunzione di questi a capo di quel dicastero.
I rapporti tra Cavour e Nigra divennero col trascorrere del tempo sempre più stretti, passando il giovane impiegato da saltuario collaboratore del grande statista a suo segretario particolare, e poi confidente ed amico, nonché complice in tutte le vicende politiche e diplomatiche che si conclusero con il raggiungimento dell'Unità d'Italia. Fu proprio il Cavour, ad esempio, che probabilmente per nobilitare il provinciale cav. Nigra, favorì il matrimonio tra questi ed Emerenziana Vegezzi, figlia del senatore Giovenale: matrimonio che si rivelò subito infelice, per l'incompatibilità di carattere dei due giovani sposi, la cui unione fu segnata solamente dalla nascita di Lionello, che rimarrà l'unico erede dello imperterrito scapolo Costantino, come era considerato nel mondo diplomatico e come verrà sempre ricordato dai posteri.
L'A. segue la vita di Costantino Nigra in tutto lo svolgimento della sua carriera, fatta di grossi successi, ma anche di delusioni e di ripiegamenti, come ad esempio in seguito alla sconfitta della Francia ad opera delle armi prussiane nel 1870 e le giornate roventi della Comune dell'anno successivo. Dopo allora il Nigra continuò a reggere la rappresentanza dell'Italia in Francia, che non fu più. la stessa Francia dove si mormorava del tenero legame che univa la bella ed austera consorte di Napoleone III con l'intraprendente diplomatico italiano. Con l'avvento della Sinistra, però, anche il Nigra dovette pagare lo scotto nei confronti di chi aveva da sempre accusato i moderati di avere diplomatizzato la rivoluzione d'Italia; ma l'esperienza del Nigra e la sua competenza diplomatica non furono disprezzate neanche dall'antico partito di opposizione, ed egli, come si è detto, potè per molti anni ancora dirigere le maggiori rappresentanze diplomatiche, fino al suo declino fisico, segnato da una chiusura psicologica e da attacchi iconoclastici, inaspettati per l'antico brillante diplomatico e cultore di poesia dialettale, che ci hanno privato dì gran parte dei suoi preziosi Ricordi diplomatici.
In questa biografia del Nigra si colgono i lontani echi di un secolo a cui l'A. guarda con profonda e diremmo gozzaniana nostalgia: nostalgia di quell'Italia risorgimentale con i suoi valori e le sue passioni, e nostalgie di quella piccola patria del Canavese, dei suoi nomi di fiumi e di vette [che] poco dicono a chi non conosca di persona* per averli veduti e frequentati, quei luoghi che digradano rapidamente dalle regioni delle nevi alla pianura (p. 22): piccola patria che il suo più. illustre figlio Costantino Nigra, con accenti foscoliani, aveva cantato in gioventù Bellissima tra quante il sol riscalda.
CARLO M. FIORENTINO