Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
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1993
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264
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264 Libri e periodici
recentemente si è guardato con disillusione a questa vicenda, perché gli espedienti negoziati non erano stati sufficienti a evitare le due guerre mondiali , Tuttavia con ragione essa precisa che, nonostante le eccessive illusioni di alcuni sulle positive conseguenze a lungo termine del trattato di Washington, allora si era mostrata soddisfazione per aver trovato ' un nuovo modello - e 'un nuovo strumento * e non già per aver scoperto una panacea sicuramente efficace in tutti i tempi ed in tutte le condizioni, e tale da rappresentare un rimedio completo e definitivo. Tutti erano perfettamente consci che si trattava di uno strumento che, secondo le parole del presidente del Tribunale arbitrale di Ginevra, Sclopis, non poteva funzionare senza 1 esprit de modération et sentiment d'équité '. Uno strumento che, soltanto se correttamente usato, poteva essere in grado di diminuire le occasioni di guerra, e di attenuare ' Ics malheurs qu'elle traine à sa suite , e, soprattutto, di porre ' les intéréts de l'humanité au dessus de ceux de la politiquc ' (p. 358). Non solo le Corti arbitrali, ma neppure le guerre stesse, del resto, sono capaci di evitare le guerre future.
Non è senza significato, quindi, il fatto che il volume abbia ottenuto il Premio Marraro (vedi Rassegna, 1992, p. 138).
CLAUDIO SPIRONELLI
ANGEL DAVIDOV - FRANCESCO GUIDA, II leone e la scimitarra. La liberazione della Bulgaria nella testimonianza dei consoli italiani; Cosenza, Edizioni Periferia, 1991, in 8, pp. XX1V-160. L. 25.000.
Il ruolo dell'Italia nella lotta per l'indipendenza bulgara ed il suo atteggiamento negli avvenimenti balcanici del 1877-78 attraverso -le testimonianze ed i rapporti, diplomatici dei consoli italiani in Bulgaria: è questo, in estrema sintesi, il senso del presente volume, edito per i tipi delle Edizioni Periferia all'interno della Collana di Studi e Ricerche diretta da Antonello Biagini. Gli autori, Francesco Guida ed Angel Davidov, hanno tratto lutto il materiale documentario dall'Archivio storico diplomatico del ministero degli Affari Esteri, riuscendo a fornire un quadro esauriente ed estremamente interessante della lotta di liberazione bulgara: attraverso i dispacci dei diplomatici italiani è agevole infatti, anche per i non addetti ài lavori, ricostruire con dovizia di particolari una tra le più cruente pagine di storia dei Balcani, grazie ad una documentazione che è, come giustamente sottolinea Davidov, sostanzialmente tendente all'obiettività ed alla compiutezza (p. XXIII).
Il Risorgimento bulgaro, tra i più tardivi a nascere ed affermarsi nei Balcani, assumeva significati di particolare pericolosità per la Sublime Porta per via della posizione geografica della regione: una vittoria delle forze nazionali in Bulgaria avrebbe rappresentato un colpo inferto al cuore stesso dell'impero ottomano. Ma in Bulgaria, nazione non distante dalla capitale Costantinopoli, forte era la presenza dei dominatori, che vi si erano stabiliti riuscendo ad imporre a buona parte della popolazione tanto la propria cultura che la religione islamica (ancora oggi, sebbene ufficialmente non riconosciuta dalle autorità bulgare, consistente è la minoranza turca di religione musulmana). Questo spiega perché come sottolinea Guida nella sua interessante introduzione, in cui la guerra del 1877-78 è vista nel più ampio contesto della questione d'Oriente il movimento nazionale bulgaro tardò a manifestarsi, preferendo saggiare le proprie forze in un primo momento nei confronti dell'altro dominio, quello rappresentato dal Patriarcato greco nel campo ecclesiastico. L'affrancamento della Chiesa bulgara dal patriarca greco-ortodosso fu agevolato da un atteggia* mento sostanzialmente favorevole delle autorità turche, che, nel tentativo di trarre vantaggio da tutti i contrasti intestini secondo il principio del divide et impera, favorirono di fatto, sia pure Involontariamente, la crescita di un movimento nazionale