Rassegna storica del Risorgimento
GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
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1993
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Libri e periodici
società. Dopo l'Introduzione, dovuta al curatore, il volume si avvale di un saggio di Silvio Tramontin, Le Casse rurali marchigiane nella storia de! movimento cattolico, nel quale, risalendo all'origine della cooperazione di credito;, l'autore passa in rassegna la meritoria opera di Federico Guglielmo Raiffeisen, ideatore e fondatore della prima Cassa rurale, di Leone Wollemborg che nel 1883 istituì a Loreggia, in provincia di Padova, la prima Cassa rurale italiana, per poi concentrare l'attenzione sull'iniziativa di don Luigi Cerutti che intuì quale potente arma per il movimento cattolico sarebbe stata una rete di Casse cristianizzate . Inserite nel movimento intransigente, che faceva capo all'Opera dei Congressi, basando la solidarietà illimitata sulla carità, con un raggio di azione limitato alla parrocchia, le Casse in pochi anni si moltiplicarono legando però la loro dilatazione alla penetrazione dell'Opera dei Congressi, alla cui seconda sezione, quella economico-sociale, ne era demandata la propaganda e la fondazione. Per questo motivo, almeno fino alla fine dell'Ottocento, nelle Marche, come nella vicina Umbria, le statistiche non elencano che una o al massimo due Casse rurali: le due regioni hanno infatti quasi del tutto ignorato l'Opera dei Congressi e quindi sono state toccate solo marginalmente dalle iniziative che in campo sociale erano proprie dell'associazionismo intransigente. Solo nell'ultimo triennio del secolo con il rilancio dell'attività dell'Opera, in relazione alle visite di mons. Radini Tedeschi, con la formazione di un forte nucleo di giovani preti e laici, ispirati e sollecitati dalle ddee murriane, prenderanno avvio le Casse rurali. Stimolato e sostenuto dalla stampa cattolica e dallo stesso Murri, il movimento cooperativo di piccolo credito, nell'ottavo Congresso cattolico marchigiano del 1901, tenutosi a Fabriano, era forte ormai di 21 Casse rurali. Protagonisti di questa rinascita furono in modo particolare i giovani preti e laici democratici cristiani, una crescita che tuttavia non si arresta nemmeno dopo lo scioglimento dell'Opera dei Congressi e la sconfessione da parte di Pio X della Lega Democratica Nazionale ma che continuerà sicura fino alla vigilia della guerra portando le Marche al settimo posto della graduatoria nazionale con ben 98 Casse. Un interessante accenno viene fatto nel saggio circa il contributo delle Casse rurali e della cooperazione in generale all'entrata effettiva della donna nel movimento cattolico mentre, a mio parere, andrebbero ulteriormente chiarite le motivazioni per cui, secondo l'autore, lo sviluppo del sistema delle Casse rurali se da una parte venne incontro ai più elementari bisogni del contadino limitò contemporaneamente Io sviluppo di una rappresentanza organica della classe agricola e ne bloccò le funzioni rivendicative . L'esperienza umbra, a me più vicina, pare attribuire alla cooperazione, e a quella di credito in particolare perché più robusta, certo una funzione di miglioramento delle condizioni materiali ma mai disgiunta dall'intento di formare nei contadini una coscienza sociale.
Il saggio di Fabio Toccaceli, La fondazione delle Casse rurali nel contesto della situazione economica marchigiana (1883-1907), alla luce dei dati emersi dall'Inchiesta Agraria Jacini, esamina, nella prima parte, le condizioni della classe agricola. Mezzadrìa, debito colonico, usura e, dì conseguenza, povertà endemica sono gli elementi caratteristici delle campagne marchigiane dove ancora alla fine dell'Ottocento i Monti frumcntari rappresentano le uniche istituzioni di credito agrario rivolte direttamente a vantaggio degli agricoltori. Proprio a partire dalle conclusioni dell'Inchiesta si sviluppa un ampio e articolato dibattito intomo ai problemi delle campagne che vede impegnate le varie forze politiche. I socialisti propongono la fondazione di associazioni di mutua assistenza, di mutuo soccorso nonché di cooperative di braccianti o di coltivatori che ad un'azione di salvaguardia dell'occupazione affianchino sempre un'azione di resistenza. I cattolici caldeggiano invece l'istituzione di società operaie ma, almeno in questo momento, sembrano poco interessati alle sorti dell'agricoltura e si preoccupano invece di incrementare e diffondere la loro stampa. Ed è proprio attraverso il giornale di Ancona La Patria che nel 1892 viene lanciata una vasta campagna di informazione a favore della istituzione di Casse rurali, ma la prima vedrà la luce solo nel 1896. Soltanto dopo i deliberati dei due Congressi cattolici marchigiani, svoltisi nel 1897 ad Ancona e a Fano, il movimento della cooperazione creditizia conosce uno sviluppo consistente, in particolare nel Fermano e nell'Ascolano. L'analisi dell'incidenza delle Casse rurali