Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <272>
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272 Libri e periodici
ALBERTO CAVAGLION, Coenobium. 1906-1919. Un'antologia-, Cornano, Edizioni Alice, 1992, In 8o, pp. 279. Franchi svizzeri 36 (L. 36.000).
Intorno al 1898-1899 il socialista Enrico Bignaraì ed; il repubblicano Arcangelo Ghi-sleri sognavano un luogo appartato in cui avrebbero potuto coltivare meglio la loro amicizia e leggere i libri che sinallora non avevano potuto leggere, incalzati da un'attività intel­lettuale che fu in entrambi i casi vulcanica.
Nell'i furiare della crisi di fine secolo, Bignami era riparato in Svizzera. Ghisleri, pur non inseguito da mandati di cattura, si era autoesiliato per solidarietà nel Canton Ticino, insegnando filosofia nel medesimo Liceo Cantonale di Lugano dove aveva insegnato Carlo Cattaneo.
Fra il 1898 e il 1901 essi furono particolarmente attratti dal romanzo di Henry Sienkiewitz, Quo vadis?, uscito nel 1896. Mentre nella sua Bancarotta della religione (Milano, 1897) Giovanni Bonagiuso presentava socialismo e religione come due elementi tra loro estranei, Bignami era convinto che l'immagine di Gesù, protettore degli umili e dei diseredati, fosse un simbolo da rispettare. Perciò si identificò nei martiri dell'intolle­ranza romana, nel cristianesimo delle origini, delle gabbie dei leoni e delle catacombe narrati da Sienkiewitz.
Da parte sua Ghisleri, che nel 1867 aveva animato con Mauro Macchi il battagliero circolo anticlericale di Cremona e che a partire dal 1902 lavorerà con crescente impe­gno nel movimento del Libero pensiero, temeva che la scuola quovadista diventasse una scuola braminica.
Fermo restando il reciproco affetto fraterno, le loro strade erano dunque destinate a dividersi.
Ma intanto Bignami pensava di rinverdire l'antico sogno del simposio, del convi­vio, arricchendolo di nuovi ingredienti cari alla tradizione del suo partito ma anche pren­dendo come modello l'abbazia di Thélème immortalata dal monaco e medico Francois Rabelais nel G argani uà e Pantagruel e soprattutto L'XI comandamento, dato alle stampe nel 1881 da Anton Giulio Barrili (1836-1908), editore degli scritti di Mameli, gior­nalista, docente di letteratura italiana e poi rettore dell'Università di Genova.
A Bignami, Barrili insegnò che il laico cenobio è il luogo ideale per far na­scere e crescere una buona rivista. Da questa misconosciuta fonte risorgimentale dipende in larga misura l'origine di Coenobium, la rivista data in luce a Lugano dal novembre 1906 da Bingami, il quale aveva oramai accantonato il progetto di acquistare nel Canton Ticino un immobile in cui far coabitare i suoi cenobiti e si era accontentato di veder tramutato il suo desiderio in un'elegante rivista.
Di Coenobium Alberto Cavaglion, acuto studioso di storia delle minoranze, autore di sostanziosi libri e saggi quali, per esempio, Felice Momigliano (1866-1924). Una bio­grafia, Bologna, 1988 e Gli ebrei e il socialismo: il caso italiano, in AA.W., Stato na­zionale, società civile ed emancipazione ebraica. Atti del Convegno Stato nazionale, società civile e minoranze religiose: l'emancipazione degli ebrei in Francia, Germania e Italia tra rigenerazione morale e intolleranza (Roma 23-25 ottobre 1991), a cura di Francesca Sofia e Mario Toscano, Roma, 1992, pp. 377-392, oltreché curatore, per esempio, di una ristampa di Giuseppe Gangale, Revival, Palermo, 1991 (la ed. Roma, 1928) e degli scrìtti raccolti nel volume La moralità armata. Studi su Emanuele Ariani, in corso di stampa a Milano, offre un'ampia scelta antologica, preceduta da un penetrante profilo.
Sebbene scorrendo l'indice della rivista mai ci si imbatta, se non fosse per due minime e del tutto occasionali collaborazioni, nel nome di Ghisleri, Cavaglion spiega che essa va senz'altro ascritta nel novero di quei periodici ghisleriani ai quali la storiografia non ha sinora dedicato che una parte dell'attenzione rivolta alla più celebrata e affer­mata linea vociana e lacerbiana. Tra le riviste ghisleriane, Coenobium occupa poi una posizione affatto singolare, giacché da essa prese origine quella linea cenobitica che si distese fino a Bilychnis (1912-1931), organo della Facoltà di Teologia Battista di Roma, ed a Conscientia (1922-1927), diretta prima da Carmelo Rapicavoli, quindi da Giuseppe Gangale.