Rassegna storica del Risorgimento

GIL NOVALES ALBERT SCRITTI; SPAGNA STORIA 1820-1823; STORIOGRAF
anno <1993>   pagina <277>
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Libri e periodici
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volume della raccolta troviamo così una ricca serie di dispacci intercorsi tra la nunzia­tura di Vienna e la Santa Sede. Nell'ampia introduzione ai volumi, così come in appendice a numerose lettere di vescovi, sono riportati invece i testi di annotazioni e commenti di Benedetto XV, manoscritti al margine dei documenti o su fogli a parte, tutti reperiti nel corso della ricerca negli archivi vaticani. Sono citazioni di estremo interesse per ricostruire la storia di un pontificato che, dopo settanfanni, attende uno studio critico d'insieme, mentre è ancora soggetto a interpretazioni frutto di luoghi co­muni e pregiudizi.
Tra l'altro, Scotta ha trovato nelle carte vaticane alcuni significativi commenti, di pugno del pontefice, su una edizione francese della Nota di pace del 1 agosto 1917. Benedetto XV non lasciava traccia, di solito, del suo pensiero; seguiva attentamente il lavoro della Segreteria di Stato, di cui conosceva bene i meccanismi decisionali, ma svolgeva un'attività di colloqui e udienze di cui non restano verbali o resoconti. Questo papa è slato studiato essenzialmente attraverso i documenti ufficiali del suo pontificato. Si può dunque apprezzare nel giusto valore il ritrovamento di commenti come questo, lasciato a margine della citata Nota: In ogni guerra per giungere alla pace si è dovuto smettere U proposito di schiacciare l'avversario: mettere l'avversario in condi­zione di non più tentare la prova è una stoltezza, perché la prova potrà essere riten­tata dopo qualche tempo, sia perché realmente l'avversario ha riconquistate le forze, sia perché ha creduto di averle riacquistate. Le guerre esisteranno non finché vi sarà la sola forza, ma finché vi sarà l'umana cupidigia .
In definitiva, la raccolta veneta di Scotta illumina non poco la situazione generale del pontificato e della Santa Sede nella guerra. Anche per questo la ricerca archivistica di lunga lena del curatore è benemerita e si pone come punto di riferi­mento per la storiografia sul pontificato di papa Della Chiesa, oltre che per le indagini sulla storia locale del Veneto.
ROBERTO MOROZZO DELLA ROCCA
PIETRO VILLASEVAGLIOS, Palermo felicissima. Scritti sulla vita palermitana tra XII e XX secolo. Introduzione di GIUSEPPE TRICOLIJ Palermo, Società siciliana di storia patria, 1992, in 8, pp. 436. S.p.
L'Italia intera nella tarda primavera e nell'estate del 1992 è stata drammaticamente colpita da due fatti di sangue, le uccisioni dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsel­lino e delle loro scorte, che, al di là dell'emozione, hanno riportato alla ribalta il pro­blema del rapporto tra l'isola e il continente, tra l'isola e lo Stato, tra l'isola e 11 mondo.
La riproposizione, da parte della Società siciliana per la storia patria, della pro­duzione pubblicistica di Pietro Villasevaglios, presentata sui due maggiori quotidiani paler­mitani, tra gli anni Venti e Trenta, centrata da un lato sui valori storici ed istituzionali e dall'altro sugli usi, sui costumi e sulla cultura siciliana, consente di mettere a fuoco e di seguire il travagliato, sofferto e orgoglioso tramonto della cultura siciliana.
Una cultura, quella siciliana, che, radicata nei secoli, è bene dirlo senza en­fasi si immerge ma non si perde e non si disperde nella cultura nazionale. A ragione Tricoli, nella introduzione, ne sottolinea il peso nell'ambito italiano e i meriti nel processo di una sempre più viva, convinta e necessaria unificazione ed integrazione del paese.
Dicevamo dell'introduzione puntuale, attenta e scientifica di Giuseppe Tricoli, che riesce a comporre un disegno, tracciato dall'interno, da un siciliano, cioè, sensibile alle luci ma anche attento alle ombre, pronto a sottolineare i pregi ma anche a segna­lare i difetti di una metamorfosi non semplice e non rettilinea, una metamorfosi auspi­cabile e stimolante per i tanti risvolti positivi.
VINCENZO G. PACIFICI