Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
anno <1993>   pagina <291>
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FONTI E MEMORIE
ISTITUZIONI E RISORGIMENTO *
I due ragazzi sedevano nell'ultimo banco; ma, sempre, davanti a loro, un altro banco rimaneva vuoto. La ricercatezza con cui erano vestiti superava ampiamente i limiti di un onesto decoro borghese e rivelava un particolare impegno delle famiglie indossavano, infatti, gli abiti del sabato ; eppure, nelle aule del liceo imperiale, dove campeggiava il ritratto del nume tutelare a Parigi, quasi nessuno fra i compagni di scuola voleva avvicinarli. Lo stesso professore aveva mostrato evidente im­barazzo, quando, all'inizio dell'anno scolastico nell'autunno del 1806 , aveva dovuto assegnare i posti ai nuovi allievi. Ma anche i ragazzi ebbero qualche difficoltà, e risolsero in un compromesso onorevole l'obbligo di recitare il Pater noster; poi, seppero reagire con forte rigore e costante tenacia negli studi, e strinsero una solida amicizia con il figlio di un prefetto, educato all'eguaglianza civile dalla coerenza domestica. La prima emancipazione aveva aperto anche le porte del ghetto di Asti: dopotutto, avrebbe detto Raffaele Artom quando ormai Cavour era primo ministro nel Regno di Sardegna, non molte famiglie potevano vantarsi di risiedere nella cittadina piemontese da più di quattrocento anni. Egli aveva vis­suto l'ansia giovanile delle sconfitte napoleoniche, lo spasmodico volgere dei Cento giorni, la cupa certezza che le porte, le antiche porte bru­ciate in festosi roghi, sotto l'albero della libertà, all'avvicinarsi degli eserciti francesi sarebbero state ora sostituite da nuove porte, forse più. massicce e gravose. Se avesse seguito studi giuridici, come il figlio Isacco, avrebbe pensato ad una costituzione pubblicata il 31 gennaio del 438 da Teodosio II e Valentiniano III: Sanchnus neminem Judaeum ad honores et dignitates accedere [...] nec defensoris fungi saltem officio ; e avrebbe temuto che l'altisonante auspicio formulato dagli autori per la lex victura in omne aevum trovasse purtroppo nel Piemonte del mite Vittorio Emanuele I una conferma implacabile. L'eco dei festeggiamenti torinesi con il re dalla buona faccia di babbeo, con il simbolico codino della parrucca reale che svolazzava festoso nella calca, descritti in una memorabile pagina da Massimo d'Azeglio giungeva ad Asti atte­nuata ma sinistra; e faceva appunto presagire lo scricchiolio delle nuove porte apposte sui vecchi cardini. Il rabbino Abraham di Bacherach
Considerazioni nate dalla lettura della raccolta di saggi di CARLO GHISALBERTI, Istttuzlortl e Risorgimento. Idee n protagonisti, Firenze, Le Monnìer, 1991.