Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
anno <1993>   pagina <292>
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Gianfranco Liberati
protagonista di un singolare racconto di Heine, pubblicato nel 1840 osservava, dinanzi alle tetre porte del ghetto in una improbabile Franco­forte, come esse si chiudessero dall'esterno durante le feste cristiane e dall'interno durante le feste ebraiche, quasi a simboleggiare le contrad­dizioni immanenti in una tragica condizione umana, e le future difficoltà dell'assimilazione; e notava come Israele fosse schlecht geschuetzt, difeso davvero male, affidato alla tutela di amici falsi all'esterno, e all'in­combente pazzia e all'eterna paura, all'interno: und drinnen sind seine Hueter Narrheit und Furcht . Sebbene anche il rabbino di Asti nutrisse qualche preoccupazione, queste paure erano però lontane dal ghetto pie­montese, e soprattutto dalle sue famiglie più cospicue, oppresse soltanto da qualche pregiudizio, mentre le antiche interdizioni riprendevano vigore nell'Italia delle spocchiose dinastie restaurate; così come, almeno in parte, sarebbe d'altronde successo dopo il 1848. Dissoltasi la fallace euforia dei moti carbonari, Raffaele seppe attendere con fiducia i tempi nuovi, al­l'ombra rassicurante dell'agiatezza paterna; e tentò una difficile media­zione fra le memorie dei padri, l'educazione rabbinica e i valori illumi­nistici che ispiravano i saggi su cui soleva meditare per intere giornate, nella solitudine forzata del ghetto. Molti anni dopo, in ben altra tem­perie culturale dalla felice Mantova cui i Gonzaga avevano risparmiato i rigori del vicino ducato di Milano , Ludovico Mortara avrebbe reso commossa testimonianza di un analogo dissidio nella famiglia di un colto rabbino. Intanto, nell'attesa di un mutamento, il commercio clandestino dei libri continuava dal tollerante Lombardo-Veneto verso il torpido regno sabaudo ; e così un giorno, per i buoni uffici di un fabbricante di salumi d'oca, confezionati secondo i precetti mosaici, giunse inatteso ad Asti anche il denso studio di un economista lombardo, pubblicato nel 1836 con lo scarno, dimesso titolo Ricerche economiche sulle Interdizioni imposte dalla legge civile agli Israeliti.
Ogni libro partito in saggi diversi, ancorché sia agevole riconoscere oltre gli occasionali pretesti un disegno unitario, impone al lettore una scelta. Ho pensato alla commossa rievocazione della vita di due famiglie israelitiche astigiane negli anni cruciali del Risorgimento, tra la Restau­razione e il 1859, compiuta da Guido Artom con sensibilità e talento, senza indulgere a tentazioni letterarie. Geno Pampaloni ha parlato di fedeltà e memoria , che si compongono a formare un libro di carità . Ho scelto / giorni del mondo, ispirati da un versetto del Siracide, quale ideale contrappunto alla riflessione di Ghisa] ber ti sulle Ricerche di Carlo Cattaneo, e sulla loro incomparabile influenza nel faticoso processo di emancipazione. Un modello di storia delle istituzioni che si proponga di cogliere ed interpretare sub specie iuris la ricca complessità di un'epoca fervida, e che sia quindi attento alla storia delle idee ma anche alla storia dell'economia, indica al lettore molte tracce: mi propongo, perciò, se non di seguirle, almeno di annotarle, pur in forma necessariamente rapsodica. La semplice, tralatizia unilateralità della storia esterna destinata ad una funzione quasi ancillare cede degnamente ad un im­pegno certo più difficile, che consente però allo storico del diritto di inse­rire le sue competenze specifiche in un quadro ben più articolato.