Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
anno <1993>   pagina <293>
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Istituzioni e Risorgimento 293
I progetti dì riforma del Senato regio un tema caro a Ghisal-berti - percorrono con singolare continuità tutta la storia dell'Italia liberale. La fedeltà al compromesso studiato per la monarchia di luglio ispirò le precoci critiche di Cavour che già guardava all'esempio norda­mericano , o di Domenico Carutti o -di Carlo Boncompagni; ma anche gli studi della Commissione Finali in cui Giustino Fortunato, appena giunto a Palazzo Madama, funse da segretario , o le proposte di Sturzo per una rappresentanza delle associazioni sindacali, deh'amministra-zione e delle università. Tuttavia, neppure la Commissione dei solom" e la palese, comprensibile aspirazione fascista al monocameralismo riusci­rono a scuotere l'efficacia di quel compromesso. Ritengo che, nei tempi biblici della discussione, il momento di maggior rilevanza politica abbia coinciso con il durissimo scontro fra i due rami del Parlamento sull'abo­lizione del macinato: una contrapposizione tutta politica, ma con un esito istituzionale, ha scritto Raffaele Colapietra, che parla efficacemente di difficile convivenza fra Senato e Sinistra al potere. Perciò la Ra­gione, noto organo del radicalismo cavallottiano, poteva ridurre un dibat­tito aulico ad una semplice forma dilemmatica: O permettere che cento­venti privilegiati dispongano dei destini del paese, sprezzando il volere replicatamente affermato dalla rappresentanza nazionale, o trovare in questo volere il diritto e la forza di modificare l'irrazionale composizione del Senato . È ovvio pensare ad un altro conflitto, maturato più lentamente: al grande bilancio di Lloyd George per il 1909, e alle pagine dedicate nel 1935 da George Dangerfield alla strana morte dell'Inghilterra liberale. The question is, shall we perish in the dark, slain by our own hand, or in the light, killed by our enemies , diceva Lord Selborne ai Lords il 10 agosto 1911. Purtroppo, commentava lo storico inglese, their lord-ships die in the dark . Ma è almeno altrettanto ovvio ricordare in una dimensione più familiare, ancorché meno nota il drammatico di­scorso pronunciato alla Camera, il 6 luglio 1878, da Quintino Sella. Il lungi operoso tessitor di Biella stanco e deluso vedeva, come Washington, naufragare nell'incomprensione e nell'amarezza una coerente linea politica.
La mancata riforma del Senato regio non è l'unico accenno, in questo volume, a momenti dell'esperienza politico-costituzionale fascista. L'ultimo saggio si chiude con un triste riferimento alle leggi razziali: anche nei suoi viaggi italiani, il cancelliere Kohl parla di cattivi fantasmi òhe ricompaiono da un oscuro passato. Forse, può essere utile rivolgersi an­cora una volta alla prosa lucida e tesa, agli incalzanti argomenti delle Interdizioni. Gtósalberti ha notato come in quella logica superiore , in quel ragionamento, moderno nei contenuti ed ancor più nei metodi, molti pubblicisti successivi si riconoscessero, ben oltre la loro colloca­zione cattolico-liberale [...] o liberal-democratica . Ritengo che Cattaneo, dottore in giurisprudenza a Pavia, fornisse, tra l'altro, un esempio, forse insuperato, di analisi economica del diritto. Basilio il Macedone aveva tentato di proibire la pattuizione degli interessi; suo figlio Leone VI, il Filosofo, dovette abrogare la pia legge del padre, che minacciava di pro­durre danni irreparabili. Il raffinato esempio erudito non era tanto re-