Rassegna storica del Risorgimento
DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
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1993
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Gianfranco Liberati
moto quanto poteva apparire: In questo male scriveva l'allievo di Romagnosi cadranno sempre tutte le leggi che si dedurranno dalle osservazioni del nudo diritto dissociato dai fatti dell'economia . Quindi aggiungeva: Officio massimo del pubblicista si è di avvalorare le dottrine del diritto con quelle dell'economia, le quali ne formano la sanzione. Per secoli, l'insulsa cecità dei governi aveva contribuito, seguendo un fine perverso, a creare la temibile potenza finanziaria israelitica: questa era la sola conclusione possibile per chi avesse voluto dimostrare praticamente il nesso della questione giuridica con l'economia [...] e con la morale . Forse Moses Mendclssohn ispirò a Lessing Nathan der Weise; certo per soddisfare un voto degli ebrei d'Alsazia suggerì a Christian Wilhelm Dohm il tema per il suo saggio più noto: Veber die biir-gerliche Verbesserung der Juden, pregevole frutto del tardo illuminismo tedesco. L'opera, apparsa nel 1781, era stata tradotta, e pubblicata a Mantova nel 1807. Tuttavia, Cattaneo affidava spesso le sue argomentazioni anche ad un'autorità indefettibile e riconosciuta universalmente: la tradizione millenaria della giurisprudenza classica. Mi sia consentito scegliere, pour cause, proprio il ruolo della tradizione romanistica, e notarne alcuni saldi legami con la stessa prospettiva istituzionale. Nel suo esemplare svolgimento, l'equità romana aveva mirato a costruire un continuo progresso : era lecito quindi citare Paolo e Papiniano accanto a Bacone, Sismondi, Say e McCulloch. Finché quella equità aveva potuto reggere i rapporti giuridici in un impero universale, l' arte feneratizia non era stata esclusivo e triste appannaggio degli ebrei; ma ad essa si erano dedicati, con successi lusinghieri, i fenici, i greci e tanti eqidtes facoltosi e lungimiranti. Solo un anno dopo la concessione della cittadinanza, nel 213, proprio Caracalla aveva rescritto: Quod Cornelia Salvia universi-tati Judaeorum, qui in Antiochensium civitate constituti sunt, legavit, peti non potest ; ma la secca formula della decisione, ancorché collocata in un significativo titolo del codice di Giustiniano, non autorizzava conclusioni apprezzabili. Com'è noto, nel saggio sulle Interdizioni, Cattaneo dette una prima, compiuta formulazione della sua teoria dello sviluppo economico. Si è potuto anche definire un peculiare concetto di accumulazione, ovviamente assai lontano dalla versione canonica di Marx: basti ricordare i contributi di Luciano Cafagna e Delia Castelnuovo Frigessi. L'economista lombardo comprese, però, con molta chiarezza i limiti e la particolare natura dell'investimento agrario, per ciù proprio Cafagna si è riferito alla rendita negativa di Carey: concetti ohe, in tutt'altro ambito, sarebbero stati utili anche a Luigi Einaudi per la teoria dell'imposta fondiaria. Se questi postulati erano validi per la pingue struttura dell'irriguo lombardo, per il ricco piano di Ludovico Ariosto, nell'agricoltura non ricchissima della Basel-Landschaft i capitali dei fratelli Wahl, cittadini francesi israeliti di Mulhouse, avrebbero avuto la stessa asettica produttività dei danari ricavati da Vespasiano con una benemerita e popolare istituzione. Chi pensi d'altronde ai successi di alcune imprese vinicole dei Rothschild può, oggi, comprendere meglio gli argomenti ribaditi da Cattaneo fino alla monotonia. Nessun ostacolo giuridico doveva frapporsi al libero afflusso dei capitali verso la terra: in questo senso, l' equità ro-