Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
anno <1993>   pagina <296>
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Gianfranco Liberati
era stato compiuto da un principe assoluto senza alcuna devia­zione né da' suoi principi né da quelli della antica legislazione ro­mana. Anche queste certezze contribuiscono a spiegare la grande in­fluenza del saggio di Cattaneo sul processo di emancipazione.
Non sempre, però, le fonti romane erano state citate con gli stessi intenti, e il brano di Ulpiano che parlava di iudaica superstitio (D. 50.2. 3.3, 1.3 de officio proconsulis) aveva fornito più. di un pretesto. Napoleone, dopo la promulgazione del codice, garantì un momento di effimera noto­rietà all'eccepito non numeratele pecuniae. Dal 27 settembre 1791, gli israeliti erano confondus dans le droit commun de tous les Francais . Nel 1788, Mirabeau aveva pubblicato un opuscolo Sur la réforme politìque des Juifs; nel 1789, Yabbé Grégoire, curato in Lorena, aveva pubblicato un Essai sur la régénération physique, morale et politique des Juifs, e alla Costituente il colonnello conte Stanislas de Clermont-Tonnerre aveva definito con mirabile chiarezza i termini del problema: Tutto deve essere negato agli ebrei in quanto nazione, tutto deve essere concesso agli ebrei in quanto individui. Essi debbono diventare cittadini . Solo l'assimilazione con le lecite pratiche di un'onesta mercatura, con l'im­pegno e le trepide attese nella conduzione delle aziende agricole avrebbe infine potuto estinguere il vizio storico dì una temuta minoranza. La stessa invenzione delle lettere di cambio scriveva Merlin era nata du sein du désespoir; ma, grazie ad essa, il commercio aveva potuto eluder la violence et se maintenir par tout le monde . Solo l'assimila* zione avrebbe allentato le tensioni sociali ricorrenti in alcune regioni, che avevano indotto ad aspre e sempre rinnovate polemiche il potente deputato alsaziano Reubell. Le proteste non cessavano, e riproducevano antiche distinzioni fra gli ebrei d'Alsazia come i fratelli Wahl e quelli del Midi. Carlo Cattaneo lesse nel Répertoire di Merlin gli atti del gran sinedrio convocato a Parigi dal sovrano, spinto da una significativa sollecitudine. L'imperatore aveva attribuito una funzione dichiaratamente pedagogica al decreto 17 marzo 1808, che Jacques Godechot ha commen­tato con qualche, pur sobria, propensione encomiastica: Il y aurait de la faiblesse à chasser les juifs soleva dire Napoleone ; il y aura de la force à les corriger. È probabile, tuttavia, che non prevedesse di compiere una violenta deroga rispetto all'armonia conclusa del codice, e di fornire un raffinato pretesto per dispute di giuristi e motivazioni di sentenze. L'articolo 4 del decreto recitava: Aucune lettre de change, aucun bill et à ordre, aucune obligation ou promesse souscrite par un de nos sujets non commercant ne pourra étre exigée sans que le porteur prouve que la valeur en a été fournie entière et sans fraude. Il 6 marzo 1806, lo stesso Napoleone, in una nota per il Grand Juge, aveva proposto che solo gli israeliti dotati di proprietà fondiaria godessero i diritti civili: la sua concezione dell'uguaglianza era fortemente condizio­nata da preoccupazioni politiche e sociali. Il giurista Poujol parlava di un contratto sociale per cui il capo dello Stato aveva quasi l'obbligo di recidere i rami secchi: i cittadini che non concorrevano all' interesse generale , e avevano anzi abitudini nuisibles et funestes . Henri Tre-fìmoff in un ampio saggio sulla più singolare specie di obligation non