Rassegna storica del Risorgimento
DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
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1993
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297
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Istituzioni e Risorgimento
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carnee e Alfons Burge in un denso volume dedicato al diritto civile francese zwischen Tradition und Pandektenwissenschaft, Libera-lismus und Etatìsmus hanno considerato negli ultimi anni il complesso problema. Il decreto non sembrava proprio conciliabile con il principio di irretroattività della legge solennemente proclamato nell'articolo 2 del codice e con l'uguaglianza civile garantita dall'articolo 8; sovvertiva la presunzione di buona fede prevista dall'articolo 1116 (Le dol [.,.] ne se presume pas, et doit étre prouvé ); e, soprattutto, contraddiceva in ogni caso il non semplice dettato dell'articolo 1132: La convention n'est pas moins valable, quoique la cause n'en soit pas exprimée . L'articolo aveva percorso nelle varie commissioni un iter piuttosto accidentato; Napoleone aggiungeva un ulteriore motivo di incertezza. Le difficoltà frapposte all'indagine, e l'applicazione soggettiva del decreto dettero alla temutissima usura, così aspramente denunciata, un seguito giudiziario modesto, ma significativo. Le discusse norme poterono sopravvivere, nonostante qualche voce discorde, anche alla Charte del 1814. Com'è noto, qualche tempo prima, Gaio (3.134) aveva scritto: Praeterea litterarum obligatio fieri videtur chirographis et syngraphis, id est si quis debere se aut daturum se scribat: ita scilicet, si eo nomine stipulatio non fiat: quod genus obligationis proprium peregrinorum est . I documenti ritenuti causa e fonte dell'obbligazione secondo una concezione opposta a quella romana erano ben diffusi nell'oriente ellenistico. Per le litterarum obligationes alsaziane, si poteva semplicemente pensare ad una nuova incarnazione dei peregrini nella nazione ebraica. C'est une nation dans la nation , aveva detto Napoleone al Consiglio di Stato, dimenticando la semplice formula di Clermont-Tonnerre.
H diritto romano attuale non offriva soluzioni più confortanti. Nel 1849, Savigny confinò le interdizioni, e in particolare il divieto di acquistare immobili, in una pagina tecnicamente anodina, dedicata al conflitto di leggi nello spazio. La sensibilità storica del Volksgeist non coglieva altri profili della questione. Tutte le eccezioni sarebbero però lentamente scemate, grazie al naturale sviluppo del diritto presso i vari popoli. Le opere di Streckfuss e di Bruno Bauer erano già state pubblicate. Nel 1873, la crisi economica rinfocolava nella Germania imperiale l'eterna polemica, e i sospetti alimentati dalla chiaroveggenza finanziaria di Lasker e di Bamberger; nel 1880, Mommsen replicava dolorosamente al Wort iriber unseras Judentum di Treitschke. Nello stesso anno, Wilhelm Marx coniava il termine antisemitismo. Forse, non bastava solo proporsi l'irenica meta di una comunione del diritto fra gli Stati riguardo alla collisione dei diritti locali . Savigny prese atto del decret infame con singolare ignavia. Se una legge avesse dichiarato gli ebrei incapaci di acquistare immobili, essa avrebbe vincolato tanto gli ebrei cittadini quanto gli stranieri: Precisamente lo stesso deve dirsi relativamente ad una nota legge francese, che dichiarava in alcuni dipartimenti orientali (in parte passati poi agli stati germanici) gli ebrei incapaci di acquistare crediti altrimenti che sotto certe condizioni restrittive. Nel 1810, Antoine-Toussaint Desquiron de Saint-Agnan, protetto di Cambacórès, magistrato e poi docente universitario aveva scritto: Pour parvenir à la