Rassegna storica del Risorgimento

DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
anno <1993>   pagina <298>
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Gianfranco Liberati
régénération de la nation Israelite, il fallait absolument la rendre agri­cole [...]. L'homme qui se livre en effet à la culture des champs se rap-proche de la nature, et la nature simplifie ses goùts. Almeno per questi aspetti, non si può non riconoscere una certa coerenza con l' ideologia del codice. Il caso dei fratelli Wahl a Basilea era perciò destinato a rimanere emblematico. Napoleone sperava che, scaduto il termine di -dieci anni dalla promulgazione del decreto, non ci sarebbe stata più alcuna differenza fra gli israeliti e gli altri cittadini dell'impero; e, d'altronde, se la generosa speranza si fosse purtroppo rivelata fallace, il termine avrebbe potuto essere prolungato per un tempo conveniente.
In queste complesse scelte di politica del diritto, la proprietà fon­diaria come dimostrò Cattaneo diventava un autentico segno di contraddizione. Lo stesso Desquiron aveva notato che, quanto all'usura, c'erano cristiani più ebrei degli ebrei; e, il 27 giugno 1714, i magi­strati regi presso il Conseil souverain di Colmar avevano denunciato con dolore come molti cristiani praticassero il giudaismo verso i loro fratelli, avvolti nelle spire di un commercio vergognoso . Già Carlo V aveva dovuto condannare i cessionari dell'iniquità giudaica . Eppure, nel 1890, il giovane Francesco Saverio Nitri studiando gli inizi del movimento politico e sociale dei cattolici nella duplice 'monarchia danu­biana, di fronte al continuo espandersi dei possessi fondiari israelitici, capaci ormai di rivaleggiare vittoriosamente con lo stesso, mitico, secolare patrimonio imperiale poteva scrivere che l'antisemitismo era in Austria una forma inconsapevole di socialismo, di lotta contro un atipico e più recente latifondo: I preti che predicano il verbo antisemitico e gli operai che se ne appassionano sono dei socialisti inconscienti . Il 17 giugno 1920, Francesco Rumni avrebbe denunciato, dalle colonne del Corriere della Sera, l'anomalia di alcune posizioni economiche e un sardanapalesco tenore di vita, per cui i cospicui vantaggi dell'assimila­zione dovevano necessariamente confliggere con l'austero ideale e con i personali tormenti e con l'improbabile progetto politico di Theodor Herzl. Cattaneo aveva scritto che l'equilibrio degli interessi produce l'equilibrio delle passioni; ma il suo auspicio appariva molto lontano, fondato com'era proprio su quella equità romana contro cui in Austria polemizzava violen­temente Rudolf Meyer. In Galizia, d'altronde, i contrasti sociali all'in­terno delle stesse comunità ebraiche erano stati così forti, che forse qualche traccia ne rimase anche nel cosiddetto sionismo socialista di Martin Buber, nipote di un ricchissimo banchiere di Leopoli, o nell'arche­tipo dell' uomo semplice nei Racconti dei Chassidim. Ancora oggi, nel­l'Ungheria postcomunista, nel suo vivace panorama politico, le iniziative benefiche di George Soros il cui funambolico Quantum Fund ha dato qualche dispiacere a Sir Robin. Leigh-Pemberton e a John Major sono accolte con malcelati sospetti se non con aperta ostilità. Certo, le inquie­tudini svelate da Nitti superavano ampiamente l'approccio rassicurante e compiaciuto di tanti giuristi, l'intento pedagogico di Napoleone o la pru­dente scelta savignana di un'innocua sedes materiae. August Rohling, pro­fessore di teologia a Praga, seriamente riproponeva l'accusa dell'omicidio rituale rabbinico: già Heine aveva parlato del giovane santo 'Werner, e