Rassegna storica del Risorgimento
DE SANCTIS FRANCESCO; EBREI STORIA; FORTUNATO GIUSTINO
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1993
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Istituzioni e Risorgimento
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descritto le rovine romantiche della maestosa abbazia a lui dedicata. Die Juden [...] an ihrem Paschafeste Christenkinder schlachteten, um das Blut derselben bei ihrem nachtlichen Gottesdienste zu gebrauchen : san Werner era appunto uno di quei martiri, e questa ridicola leggenda, ripetuta fino alla nausea dalle più fìtte tenebre medievali all'avvento dei lumi ! era costata nei secoli viel Blut und Angst . Personalmente, penso piuttosto, con una consapevole oversimplvfication, al mirabile racconto della Prìoress di Chaucer, al piccolo Ugo di Lincoln morto cantando Alma redemptoris mater: 0 cursed folk of Herodes al newe, What may youre yvel entente yow availle? . Se questi argomenti potevano essere riproposti nella civilissima monarchia asburgica, era lecito dubitare che bastassero le pur nobili, paterne assicurazioni di Francesco Giuseppe, o le pittoresche cautele dell'impetuoso Lueger: Wer Jude ist bestimme ich. Hannah Arendt ha colto il carattere strumentale di un antisemitismo senza conseguenze , che serviva solo ad alimentare una efficace e sapiente demagogia. Per le strade scrisse Heinrich Schnee , si cantava la Lueger-Marsch in onore del nuovo Herrgott von Wien. Più giustamente Cari Schorske ha visto nel Postsparkassenamt il più valido contraltare al partito dei Rothschild . Tuttavia è sempre meglio, molto meglio, tornare a Giorgini, ma soprattutto a d'Azeglio; contemplare il liberatorio opus magnum di Alessandro Antonelli; ancorarsi alla tradizione, per molti versi inimitabile, del liberalismo subalpino: quella, per esempio, che, espressa nelle leggi Siccardi, ispirò a Cesare Magni ricerche esemplari. Forse è questo l'insegnamento più persuasivo che si ricava dal libro di Ghisalberti.
H divieto di possedere la terra aveva alimentato nei secoli come in certe luminose intuizioni liriche di Thomas Stearns Eliot il senso della diaspora. Nei ricordi di Guido Artom, Zaccaria Ottolenghi, prima di diventare un grande proprietario, soleva aggirare gli antichi divieti con i metodi moderni delle bandes noires. Poi, anche Raffaele Artom sarebbe passato dai titoli di credito alle zolle smosse di fresco, all'utopia napoleonica del proprietario saggio che vede l'anno scandito dai cicli immutabili delle colture e non dalle incombenti scadenze degli effetti, sempre gravati da un forte sospetto usurano. La stessa lenta secolarizzazione della società cristiana aveva determinato un diverso rapporto con gli ebrei. Mario Falco cercò per l'Italia un motivo di stabile e fiduciosa tranquillità proprio nella più illustre tradizione risorgimentale, che accoglieva anche i nomi di Isacco Artom e Angelo Usigtio, di Isacco Mauro-gonato Pesaro e, infine, di Luigi Luzzatti. Com'è noto, un figlio di Raffaele Artom fu diplomatico poliglotta, studioso di diritto pubblico educato a Gottinga, segretario particolare di Cavour, e senatore del regno, con una insonne e bizantina vocazione per i compensi territoriali transattivi a favore dell'impero asburgico. Qualcuno volle rimproverargli la religione in cui era nato: così scrisse il correligionario Alessandro D'Ancona, ricordando il mite funzionario, dotto e laborioso, che aveva voluto assistere fin alla dhTicile sepoltura del suo grande maestro. Cavour replicò all'Armonia dalle colonne dell'Opinione, il 2 agosto 1860, vantandosi di una scelta che gli appariva un atto qualificante nell'intera sua vita poli-