Rassegna storica del Risorgimento

CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno <1993>   pagina <316>
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GARIBALDI E I GARIBALDINI VERSO CRETA
NEL 1866-1869
Cosa può fare questa società di tormentati e tormentatori per voi sofferenti?
(G. GARIBALDI)
Scopo di questa ricerca è indicare il modo con cui si è configurata in Italia 'la corrente di solidarietà alla rivolta cretese del 1866-69. Si sostiene che l'obiettivo principale degli attivisti italiani era di incitare una sommossa contro l'impero ottomano nelle aree settentrionali dei con­fini greci, cioè nel triangolo che comprende l'Epiro, la Macedonia cen­trale e l'Albania. In queste zone c'erano gruppi di uomini che cercavano l'aiuto di Garibaldi
Negli anni 1861-62 i progetti di una spedizione garibaldina nei Bal­cani avevano l'obiettivo di promuovere una sommossa generale che coin­volgesse anche l'Ungheria, con lo scopo più. lontano della liberazione di Venezia, che, però, venne annessa nel 1866 indipendentemente dalle rivolte balcaniche. Nel frattempo il prolungato interesse di una parte dei garibal­dini e dei democratici per wa risveglio dei Balcani si manifestò nella rivolta oretese. Si mirava ad impedire l'espansione dell'Austria verso i Balcani e principalmente nella Bosnia-Erzegovina. Tuttavia l'appoggio ai cristiani che si ribellavano non era dovuto solo a mere considerazioni politiche, ma anche all'ideale della solidarietà con i popoli che non erano ancora liberi, in accordo con l'ideologia risorgimentale.1
Fra il 1862 e il 1866 i contatti dei movimenti cospiratori fra le due coste dell'Adriatico non mancarono. Un'associazione patriottica dal nome Sacra lotta (Ieros Agon), presieduta dal vecchio Kostantinos Kanaris (eroe della rivoluzione del 1821), ma con la guida effettiva del coman­dante Leonidas Vulgarìs, cercava nuove possibilità per le campagne rivo­luzionarie* Questa attività tuttavia si verificava ai margini della vita poli­tica e costituiva, come scriveva l'ambasciatore italiano ad Atene, l'espres­sione di un malcontento politico. Da un punto di vista politico, infatti, i capi di questa associazione sostenevano il Partito dei Montanari (Ori* noi) che si era formato durante la destituzione del re Ottone e si
i) ANTONI S LIAKOS, L'Unificazione italiana e la grande idea, Atene, 1985.