Rassegna storica del Risorgimento

CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno <1993>   pagina <318>
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Anlonìs Liakos
era stata annessa alla Grecia. Le speranze dei contadini che l'unificazione determinasse la domanda di braccianti e l'istituzione del suffragio univer­sale nelle isole Ionie, portarono alla formazione di un partito contadino a Corfù. Questo partito con a capo Policronis Costantas mandò al Parla­mento greco, con le prime elezioni dopo -l'annessione, 15 dei 20 deputati che aveva eletto Corfù. Su proposta di questi deputati fu approvata nel 1867 una legge di riforma agraria con la quale venivano poste le basi della liberalizzazione della piccola proprietà. Le richieste e la mobilita­zione dei contadini avevano nuociuto a molti proprietari terrieri che appar­tenevano alla vecchia aristocrazia veneziana dell'isola e che avevano otte­nuto la cittadinanza italiana. Il console italiano a Corfù Viviani come pure l'ambasciatore ad Atene Della Minerva richiesero l'intervento del loro governo, ritenendo che l'imminente riforma agraria e la mobilitazione dei contadini intaccassero gli interessi italiani sull'isola.8) Viviani, in un eccesso di zelo, scriveva al suo governo che i latifondisti costituivano la parte più istruita della società e che era necessario assumere una posizione energica in difesa dei loro interessi. Questa classe scriveva rappre­senta per noi un addentellato e ad un tempo uno strumento d'influenza.95 E ancora: Nelle isole Ionie poi la tendenza alla separazione dalla Grecia diventano qui ora più manifeste: solo manca un centro comune di gravità intorno al quale possano raccogliersi .10) Gli occhi degli abitanti di Corfù sono rivolti verso l'Italia più che verso la Grecia. Sono stati delusi dal­l'Unificazione. La Grecia ha portato miseria. Nel caso che Corfù si sepa­rasse potrebbe reclamare solo l'Italia, rivendicando l'eredità veneziana .n) L'accorgersi che l'Italia aspirava all'annessione di Corfù creò in Grecia legittimi timori, che il console italiano cercò di calmare attribuendoli ai seguaci dell'ex-re Ottone, militari che prestavano servizio a Corfù, come pure alle insinuazioni del governo turco.12) Ovviamente il governo italiano non contrastò l'unificazione delle isole alla Grecia. Tuttavia, dopo l'ele­zione dei deputati del partito contadino, il ministro degli Esteri Visconti Venosta notificò ad Atene le sue intenzioni di mandare delle navi militari a Corfù per proteggere i cittadini italiani e i loro interessi.13) In seguito furono adottati toni più blandi e le autorità diplomatiche italiane si limi­tarono a raccomandare che non venissero fatte distinzioni, nell'applicazione della legge, a carico dei cittadini italiani.14) Aspirando ad estendere il suo potere nell'Est, il governo italiano riuscì a disamorare una parte deH'opi-
*) Viviani a Visconti Venosta, 23 agosto 1864 (ASMAE, 874, 236, Consolato Corfù).
*) Viviani a Campanella. 30 aprile 1867 (ASMAB, 1342, Grecia).
1) Viviani a La Marmora, 22 maggio 1866 (ASMAE, 874, 236, Consolato di Corfù).
M) Viviani a La Marmora, 12 maggio 1866, ivi.
J2) Della Minerva a Lamarmora, 12 maggio 1865 (ASMAE. 794, 156, Grecia).
*3) Visconti Venosta a Della Minerva, 19 agosto 1865 (ASMAE, 794, 156, Grecia).
w> Barbolani a Viviani, 21 maggio 1867 (ASMAE, 1162, Grecia).