Rassegna storica del Risorgimento

CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno <1993>   pagina <320>
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320 Antonìs Liakos
erano addestrati per un altro che non poteva essere dichiarato aperta­mente.
Quando cominciò la guerra italo-austriaca, ad Atene molti espressero il desiderio di combattere come volontari. L'opinione pubblica parteggiava per la vittoria italiana, sperava in una nuova opportunità per la libera­zione delle province greche e vagheggiava nuovi progetti segreti Napo­leone III per i cristiani dell'Est.21) Questi progetti erano scoraggiati dalla rappresentanza diplomatica italiana, ma erano rinsaldati dalla pubblica­zione di un invito di Garibaldi ai greci di Livorno a serrare le file dei suoi volontari.
Caro Steculi. In caso di guerra spero che vi avrò con me e tutti gli altri nostri generosi greci. Sia a voi questa raccomandazione ed agli onesti amici di Livorno. Sempre vostro, Giuseppe Garibaldi .22)
L'appello era convincente perché, come scriveva il Console italiano a Corfù, il nome di Garibaldi veniva identificato con quello di Italia.23)
La partecipazione greca al corpo di Garibaldi era simbolica. Dei vete­rani garibaldini partecipavano, oltre a Stekulis, Spiridon Sasselas e Antonios Palatianos, mentre si trovavano sul fronte per la prima volta Spiridon Chronis e Iosif Anghelinidis dall'Eptanneso, da cui provenivano anche gli italiani Lorenzo Graziani e Pio Angelini. Infine in una testimo­nianza posteriore viene ricordato anche Gheorghios Ghusios, in seguito grande banchiere ad Alessandria.24) Seppure simbolica, la presenza greca aveva comunque qualche utilità. Contribuì al carattere internazionale del­l'iniziativa, mantenne dei legami e creò l'illusione di una certa reciprocità.
La solidarietà di questo tipo veniva formulata come una rivincita morale del filellenismo, e come un esempio di sensibilità di fronte ai movimenti di liberazione degli altri popoli La maggior parte degli atti­visti greci del resto era del parere che la guerra italo-prussiana dovesse essere usata come un'occasione per realizzare gli scopi irredentistici greci nei Balcani. L'unico tentativo fu uno sbarco di Leonidas Bulgaris sulla penisola calcidica, con pochi uomini, nel maggio del 1866. Bulgaris venne catturato subito e portato prigioniero a Costantinopoli.25)
21) Della Minerva a La Marmora, 8 e 12 maggio 1866 (ASMAE, 794, 156).
22) L'Unità italiana, 14 giugno 1866, Edizione Nazionale degli scrìtti di Garibaldi (EN8G), V, n. 731, p>. 269.
23) Viviani a La Marmora, I maggio 1866 (ASMAE, 874, 236, Consolato di Corfù); Della Minerva a La Marmora. 26 maggio 1866 {ivi, 794, 156).
24J Viviani a La Marmora, 26 giugno 1866, Il febbraio 1867 e 16 giugno 1867 (ASMAE, 874, 236, Consolato di Gorfù). Per la partecipazione di Gousios, STRATTS TSIRKAS, Kavafis e il suo tempo, Atene, 1978, pp, 369-373.
2S> Della Minerva a La Marmora, 19 maggio 1866 (ASMAE, 794, 156); Consolato di Salonicco, (relazione 22 maggio 1866 {hi, b. 265); LEONIDAS BOULGAIUS, Apokalifthito i alitheia, Atene, 1878.