Rassegna storica del Risorgimento

CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno <1993>   pagina <322>
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Antonis Liakos
aver invece per base la restituzione delle varie regionalità della Turchia Europea w.29)
L'Opinione, quotidiano conservatore, espresse un più complesso punto di vista. La rivoluzione cretese, scriveva, portava nuovamente alla ribalta la Questione orientale che aveva accresciuto senza poter risolvere. Mentre le questioni italiana e tedesca avevano trovato un loro scioglimento perché avevano due costanti punti di riferimento nel Pie­monte e nella Prussia rispettivamente, la Grecia non poteva ricoprire un ruolo analogo a causa della sua instabilità e incapacità a imporre un ordine al suo interno. In tal modo tutti dubitavano che potesse soppian­tare l'Impero ottomano. La Questione orientale di conseguenza cresceva ma non poteva risolversi.30)
Sebbene la sinistra italiana fosse d'accordo con quest'ultima posizione, nondimeno sconfessò con asprezza il modo con cui la diplomazia af­frontò la questione cretese. Il capo d'accusa era presto detto: il governo italiano si rendeva complice della diplomazia? Questo termine riguar­dava da una parte i doveri dello Stato nella gestione della politica estera, e costituiva dall'altra la personificazione e la mitizzazione del sistema inter­nazionale di forze che dominava il continente europeo dal 1815.
Ovviamente questa critica non era rivolta allo stesso modo da tutte le ali della Sinistra. Se nel pensiero di Garibaldi la questione naziona­le poteva essere associata a quella sociale, ciò avveniva a un livello di diversione e allontanamento dalla politica in corso.
Anche Mazzini affrontava la questione cretese da un punto di vista ideologico. Nel 1866-67 il suo obiettivo era di conseguire la liberazione di Roma su iniziativa dei democratici. Considerando il fatto che la maggior parte delle richieste italiane all'Austria avevano ottenuto soddisfazione, Macini non smise di auspicare un'alleanza dei popoli balcanici contro l'Impero e il sultano.32) La sommossa cretese porgeva l'occasione di una potente insurrezione, e Mazzini espresse il timore che se fosse rimasta isolata sarebbe stata soffocata dai Turchi o ne avrebbero approfittato i Russi33) Per questa ragione sosteneva, e con lui erano d'accordo anche Garibaldi e gli altri democratici, che sarebbe stato necessario ottenere un'unione dei movimenti balcanici sulla base di un accordo prestabilito.34)
Mazzini non si stancava di ripetere che una coalizione di Greci, Slavi e Rumeni avrebbe costituito il più grande impedimento all'espansionismo
> Di Campello a Della Minerva, 13 agosto 1867 (ASMAE, 1162, Greciu).
30) L'Opinione, 1 ottobre 1866.
3) Vedi la dichiarazione di Garibaldi, Al presidente del governo provvisorio - Creta, 28 ottobre 1866, pubblicata su L'Unità italiana, 30 settembre e 6 ottobre 1866 (lìNSG, VI, pp. 22-23),
32) G. PIBRAZZI, op. alt., pp. 394404.
**> Mazzini a Langlewicz, 25 dicembre 1866 (Scritti editi ed inediti di Giuseppe Mazzini, LXXXIV, Epistolario, 52, pp. 142-143).
M> Mazzini a Langiewicz, 31 maggio 1867 (Scrini, eh.. Epistolario, 53, pp. 61-63).