Rassegna storica del Risorgimento

CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno <1993>   pagina <326>
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Antonis Liakos
libertà .52> Gli ideali tuttavia, benché importanti, non costituivano le uni­che motivazioni per tutti. La partecipazione alla guerra creava delle aspettative e il ritorno ad occupazioni pacifiche non sempre era facile. È evidente inoltre una ricerca di avventura: l'età media dei volontari era di 26-27 anni; molti di loro quando arrivavano in Grecia e non potevano raggiungere Creta, oppure stavano fuggendo da Creta, partivano per Co­stantinopoli ed Alessandria in cerca di fortuna.53)
Alcuni erano molto giovani, studenti del ginnasio, con il risultato che i loro genitori venivano a cercarli per ricondurli a casa.5* È evidente dunque che non solo il più generale quadro ideologico del Risorgimento ma anche la delusione derivata dalle sconfitte della guerra motivava que­sti ragazzi.
I volontari che si recavano a Creta erano nella maggior parte ita­liani. Le fonti garibaldine ne contavano 2.000 con 80 ufficiali.55) Al contrario l'ambasciata italiana ad Atene, rendendosi conto ovviamente che pochissimi di loro si presentavano alle autorità consolari con il risultato che non sapevano esattamente il loro numero, ne contava 200.56) Uno studioso greco, Leonidas Kallivretakis, esaminando le fonti greche calcolava i volontari stranieri intorno agli 80 dei quali 50 erano italiani. I rimanenti erano inglesi, americani, ungheresi, svizzeri, slavi e altri balcanici e circa sei francesi. Fra questi ultimi c'era anche Gustave Horens, che i combattenti cretesi avevano scelto come loro rappresentante al Parlamento greco; la sua candidatura però era stata respinta.57)
Molti volontari, pur desiderando di combattere a Creta erano impos­sibilitati a recarvisi per mancanza di denaro. Per questa ragione nell'ot­tobre del 1866 un garibaldino inglese, John Boyd Kinnear, propose a Maz­zini di creare una Società per la Liberazione dei Balcani che avrebbe sostenuto tutti i volontari come anche gli insorti a Creta, in Grecia, nella Bosnia-Erzegovina e in Bulgaria. L'idea però non trovò nessun riscontro perché in Inghilterra le rivoluzioni balcaniche erano gravate dal sospetto che agevolassero l'espansionismo russo.58)
52) AUGUSTO ELIA, Ricordi di un garibaldino dal 1847-48 al 1900, Roma, 1904, pp. 302-476.
53) Viviani a Visconti Venosta, 23 aprile 1867 (ASMAE, 1342, Grecia). 50 Telegrammi, 27 aprile 1867 {ASMAE, 857, 219).
55) ETTORE Soccr, Grecia e Italia nelle tradizioni della Camicia Rossa, in RICCIOTTI GARIBALDI, La camicia rossa nella guerra greco-turca, Roma, 1897, pp. 7-14, e A. ELIA, op. ciU, pp. 424-427; LUIGI DINSBNGARD, La Camicia rossa in Canditi nel 1866-67, in La Rassegna nazionale, voi. 117 (1901), pp. 143-159; EMILIO ANDREOLI, I Garibaldini in Candla. Racconto d'un volontario italiano, in L'Arena (di Verona), 5 ottobre 1941.
56) Della Minerva a Visconti Venosta, 19 gennaio 1867 (ASMAE, 1342, Grecia).
57) LEONIDAS KALLIVRETAKIS, Gustave Flourens (18384871) et la Grece, PhD, Parigi, 1983. ID., Les garlbaldiem à l'insurrectlon de 1866 en Créte, le jeu des chiffres, in Indipen­denza e unità nazionale In Italia ed In Grecia, Firenze, Biblioteca storica toscana, 1982, pp, 163-179.
ss) Mazzinl's tetterà io an EngUsh family 1861-1872, a cura di E. F. RICHAROS, Vài, 3, pp. 137-138,