Rassegna storica del Risorgimento
CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
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1993
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Antonis Liakos
stìzioso, ignorante [...]. I greci oggi hanno bisogno di scuole, lavoro e un secolo .**)
Alcuni garibaldini si erano spaventati anche prima di giungere a destinazione. Il Console italiano scriveva a proposito di una squadra di garibaldini che si trovava alle Ermopoli: Non vogliono recarsi a Creta perché sono convinti che la loro vita si troverebbe in pericolo di fronte ai rivoluzionari stessi. Hanno pregato caldamente di essere mandati ad Atene e da lì in Italia perché non vorrebbero fermarsi neppure a Siros, I Cretesi compiono spesso dimostrazioni armate. Hanno ucciso un mendicante turcoalbanese e ferito uni musicista italiano w.65* Altri che arrivarono ad Atene si trovarono di fronte una folla furibonda.
6. L'attività della cerchia di Garibaldi
Mentre alcuni dei volontari garibaldini arrivavano in Grecia e altri tornavano in Italia, scoordinati e impreparati, Garibaldi decise di intervenire mandando il figlio Ricciotti ad Atene all'inizio del 1867. Lo avevano preceduto varie lettere di Marcos Renieris, presidente del Comitato Centrale in favore dei Cretesi, come pure di due amiche di Garibaldi, Dora d'Istria e Marie Espérance von Schwartz. Il vero nome della prima era Eleni Ghika, figlia di Mickail Ghika, fratello di Alessandro, egemone della Valacchia. La seconda si era già stabilita a Creta, grecizzando il proprio nome in Elpis Melena. Anch'esse si erano rivolte a Garibaldi chiedendo il suo appoggio morale e materiale agli insorti.66) Garibaldi riteneva che per evitare che la questione cretese si arenasse in trattative diplomatiche dagli esiti incerti, sarebbe stato necessario fomentare una rivolta nei Balcani.67) L'idea di provocare un qualche tipo di movimento armato era condivisa anche dalla maggior parte dei capi dell'Associazione italo-ellenica. In una delle sue riunioni venne addirittura avanzata dal generale garibaldino Giuseppe Avezzana la temeraria proposta di sparare una cannonata (da una flotta o qualcosa di simile) contro Costantinopoli.68)
La rivolta cretese fu l'occasione perché si esprimessero le rivendicazioni degli altri movimenti nazionali che si erano manifestati per la prima volta nei Balcani. Dora d'Istria chiese a Garibaldi di adoperarsi affinché
**) ADOLFO BRUZZONE, op. di., pp. 9, 11, 15, 18-28.
3 Vacondio a di Campetto, 2 gennaio 1867 (ASMAE, 857, 219, Consolato d'Atene).
) Lettere di Garibaldi a Dora d'Istria, 30 settembre, 13 ottobre, 11 e 15 novembre, e 7 dicembre 1866, in MRM, AG-FC, 373. Ivi, lettere d'i Garibaldi a Elpis Melena, 18 ottobre 1866, 9 gennaio 1869, e 1 gennaio 1870 (MRM, AG-FC, 693). Lettera del 20 novembre 1866, in A. MONTI, op. ci/., pp. 353-354. Anche LUISA GASPARINT, Un amore di Garibaldi, Corrispondenza con Speranza von Schwarz, Milano, 1932,
67) Garibaldi a Martelli, 12 febbraio 1867 (Copia presso la commissione Nazionale editrice degli Scritti di Giuseppe Garibaldi),
68) Nicola Fabrizi a Nicola de Andrei, 19 gennaio 1867 (MRM, AG-FC, 829) e G. Pantaleo a Garibaldi, 22 febbraio 1867 (MRM, AG-FC, 834).