Rassegna storica del Risorgimento

CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno <1993>   pagina <330>
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Antonis Liakos
sta provincia durante la guerra di Crimea. Sembra tuttavia che l'annes­sione delle isole Ionie alla Grecia nel 1864 rinvigorisse il loro ottimismo.73* Nel 1866 venne fondata la Commissione Centrale della lotta dell'Epiro con sedi ad Atene, Patrasso e Ioannina. Ad Atene i capi erano I. Rammos, I. Aravantinos, Nicolaos Tsìgaras ed altri. Essi avevano un passato di atti­visti clandestini fin dal 1861, e forse facevano anche parte della Giunta Centrale della Filiki Eteria (una società patriottica degli anni '60) la quale cercava attraverso Valaoritis e altri residenti della Leucade di prestare soccorso ai rivoltosi dell'Epiro. A Patrasso il capo dell'Eteria era Beni-zelos Rufos, che già conosciamo per la sua partecipazione al triumvirato in cui assunse il potere dopo la destituzione del re Ottone nell'ottobre del 1862. Il politico di Patrasso già dal 1861 si teneva in contatto sia con i comitati dell'Eptanneso (e attraverso di essi con i Comitati italiani di provvedimento) che con le squadre armate dell'Epiro.74) A Ioannina capi erano Gheorghios Tsigaras, Panaghiotis Aravantinos ed inoltre altri abi­tanti di Ioannina che avevano ottenuto la cittadinanza greca e si conside­ravano cittadini dello Stato greco.751
Verso la fine di quell'anno apparve un proclama ai popoli dell'Epiro e della Tessaglia che rendeva noto che era stato fondato un governo rivoluzionario sul territorio dell'Epiro con lo scopo di unire l'Epiro alla Grecia. L'annuncio non menzionava i diritti storici del popolo greco per la reintegrazione dell'Epiro, bensì circoscriveva le ragioni della rivolta alle angherie del dominio turco, alla depressione economica e alle ingiu­stizie. Dichiarava che un popolo ha il diritto di rovesciare un governo quand'esso non garantiva ma violava i diritti della dignità, della vita e della felicità. Si rivolgeva anche agli Ottomani. Ottomani compatrioti! La nostra lotta è anche lotta vostra. Noi abbiamo deciso di rendere an­che voi liberi e di acquistare anche per voi sicurtà del vostro onore, della vostra vita, e dei vostri possedimenti. La nostra libertà sarà anche vostra libertà [...]. La nostra 'lotta è una lotta per la legalità, per la giustìzia, per l'onore e per la libertà tanto dei Cristiani come degli otto­mani . Li minacciava qualora si fossero opposti alla rivoluzione, e chie­deva l'appoggio internazionale: Cristiani dell'antico e del nuovo mondo, non ci abbandonate! Fra tutti i popoli esiste una solidarietà. Forse an­che noi qualche volta vi saremo utili . L'obiettivo finale era comunque l'unione alla Grecia: La nostra unione colla parte libera della Grecia colla quale siamo uniti da comune nascita, dalla medesima religione, dalla medesima lingua, dalle medesime usanze e dalla medesima moltissimo e lunghissima lagrimata istoria, della comune vostra servitù! . Informava inoltre della creazione di un governo rivoluzionario sul blocco montuoso
73) Lettera del poeta Aristotelis Valaoritis e di Angelos Sikclianos al Comitato Centrale della Filiki Eteria ad Atene, 27 novembre 1866 (Museo Benakis, carte Vasileiou, 51, 85).
74) A. LIAKOS, op. cii.t pp. 148, 168, 178; A. MONTI, op, clt., p. 358.
79 Lettera di Niikoiaos Tsigaras a Steculis, 9 novembre 1867 (Archivio generale dello Stato greco - GÀK, K2g, Carte Stekulis).