Rassegna storica del Risorgimento

CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno <1993>   pagina <332>
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Antonìs Liàkos
Nell'Epiro erano sorti alcuni focolai di attività armata. Nella zona del monte Agrafa circa 1.100 ribelli davano battaglia con le truppe turche. Essi erano organizzati in piccole squadre armate che si spostavano in continuazione. Secondo un'altra fonte, gli uomini di 25 villaggi erano in­sorti dopo aver mandato le donne e i bambini ai confini del territorio greco, in zone più sicure.83)
Nello stesso inverno si rafforzarono i legami fra gli eteristi dell'Epiro e l'ambiente garibaldino in Italia. Nel gennaio la Commissione Centrale dell'Epiro scriveva da Ioannina a Steculi, e dopo averlo chiamato suo membro corrispondente , lo informava che i preparativi procedevano proprio come desiderava e che attendevano armi e denaro tanto da Garibaldi quanto dagli amici dell'Umanità. La lingua del destinatario si imponeva anche nella terminologia dei mittenti.84)
Nel febbraio, una piccola squadra di garibaldini formò ad Atene la Legione italo-ellenica. Era composta da volontari greci e penetrò in Tessaglia agli inizi del 1867. Ne facevano parte quattro compagnie agli ordini degli ufficiali garibaldini Carpani, Guglielmo Pozzi, Ferdinando Tor-nielli e Ciro. Alla guida della legione erano Alvise Venezza e Adolfo Bruzzone. Partecipava anche un archimandrita che era considerato intimo amico del politico dell'Eptanneso Kostantinos Lombardos. I capi si tene­vano in contatto con Bertani che guidava l'Associazione italo-ellenica, e l'ufficiale di collegamento nel Pireo era il medico Gheorghios Lellis. L'at­tività della legione venne neutralizzata dalla mancanza di qualunque aiuto e di tutti gli indispensabili rifornimenti e se credessimo in tutto e per tatto al comandante della Legione Bruzzone, cioè che fecero ritorno in seguito all'ordine di Kumundoros, potremmo dedurne che il politico greco era a conoscenza della spedizione, e che in alcuni momenti aveva senz'al­tro acconsentito all'infiltrazione della guarnigione in Tessaglia.85) Nello stesso mese altri ufficiali garibaldini provenienti da Patrasso giunsero a Missolungi con lo scopo di oltrepassare i confini dell'Epiro.86) Questi epi­sodi diedero l'allarme al governo italiano: il ministro degli Esteri Visconti Venosta avvisò i suoi colleghi di governo come pure i rappresentanti italiani all'estero del pericolo di complicazioni fra l'Italia e d'Impero ottomano.87)
All'interno di questo quadro, Garibaldi mandò Ricciotti in Grecia con l'incarico di tentare in ogni modo di orientare la rivolta verso l'Epiro e
> Ivi, pp. 73-76.
**) Lettere, 1) Neoklis Dimitriadis a Ella Stekulis, Giannina 5/17 gennaio 1867 (GAK, KZg, Carte Stekulis); 2) Il Comitato centrale dell'Epiro a Stekuliis, 5/17 gennaio 1867 (STEKULIS, op. eli., pp. 22-23).
5) Alvise Venezza a Bertani, Hassia 6 febbraio 1867 (MRM, Carte Bertani, 17, 28, 189); ADOLFO BRUZZONB, op, cit., pp. 27-28.
*S> Della Minerva a Visconti Venosta, 7 marzo 1867 (ASMAE, 1342, Legazione in Grecia).
tf) Visconti Venosta alle Legazioni all'estero, 20 marzo 1867 (ASMAE, 1226, Turchia).