Rassegna storica del Risorgimento
CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
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1993
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Antonis Liakos
nato ufficiale della Guardia Nazionale.9*)
L'agitazione nell'Epiro si protrasse nei successivi due anni. Nell'ottobre del 1867 il console austriaco a Ioannina scriveva che il disordine e la mancanza di rispetto verso le leggi arrivavano persino al punto di manifestarsi all'estero, mentre tutte le comunicazioni erano state interrotte, conseguenza del costante aumento del brigantaggio, e non si doveva passar sopra a una cosa di tale importanza considerato il modo in cui questa situazione si sarebbe risolta senza provocare un capovolgimento all'interno e all'estero.93) Nel novembre dello stesso anno l'associazione dell'Epiro di Atene scriveva a Garibaldi, il Generale difensore dei popoli sofferenti , che sebbene l'atteso movimento non si fosse ancora verificato, lo stavano preparando. Lo ringraziavano perché aveva accettato di mandar loro degli aiuti e lo informavano che i membri del comitato di Ioannina erano stati espulsi dalle autorità turche.94) Come ci è noto da un'altra lettera di ringraziamento della Commissione Centrale dell'Epiro a Garibaldi, del 31 dicembre 1867, il Generale accettò di dar loro le armi che aveva a sua disposizione. Tuttavia in quella primavera del 1868 le armi non erano ancora arrivate.95) Nell'estate continuarono a verificarsi sporadici scontri fra i ribelli greci il cui numero si era ridotto intorno a 300, e l'esercito turco.96) Le voci di una concentrazione di materiale bellico nella Leucade e a Corfù, come anche di mobilitazioni di milizie turche nelle zone montuose dell'Aita continuarono fino alla fine del 1868. Il 2 marzo 1869 Garibaldi scrisse al direttore del giornale italofono di Atene Eco della Grecia: Ove i figli dell'Eliade pugnino i secolari oppressori, io mi pongo a loro disposizione; e sono certo che non sarò solo a dividere le fatiche di quei nostri fratelli, sui gloriosi campi della Tessaglia .97>
A poco a poco però, come si era arenata la rivolta cretese, si spensero anche le speranze di una rivolta nell'Epiro. Due anni dopo il poeta Aristotelis Valaoritis manifestava la sua amarezza per l'insuccesso dei moti rivoluzionari a Creta e nell'Epiro e si dimetteva da deputato perché riteneva che ormai nessun governo greco avrebbe promosso nuovi movimenti rivoluzionari contro il dominio Ottomano.98)
8. La chiamata in Macedonia
Tuttavia negli stessi anni in cui Valaoritis scriveva questa lettera
92) Viviani a dì Campello, 21 maggio e 12 settembre 1867 {ASMAE, 1342, Grecia). J. Swiedinek a von Beust, 30 ottobre 1867, E. SOURLAS, op. cit., pp. 76-79.
94) Giovanni Rammos, Giovanni Aravantinos, Nikolaos Tsigaras a Garibaldi, 9 novembre 1867 <MRM, AG-FC, 839).
95) E. STEKOULIS, op. cit., p. 23.
tt) Zwicdenek a von Beust, 12 ottobre 1868, E. SOURLAS, op. cit., pp. 86-87.
97) Garibaldi, ENSG, voi. VI. p. 22.
9*) Valaoritis a Lombardos, 1 aprile 1871, in Lettere inedite di Aristotelis Valaoritis e Kostantinos Lombardos, in Nea Estia, V. 47, no. 551 (1950), pp. 771-786.