Rassegna storica del Risorgimento
CRETA STORIA 1866-1869; GARIBALDI GIUSEPPE; GARIBALDINI
anno
<
1993
>
pagina
<
336
>
336
Antonis Liakos
vrava le fila. È strano anche il fatto che questi problemi venissero posti a Garibaldi. Le dispute interne dei Balcani non lo commuovevano: era più importante l'affrancamento dal giogo turco, giacché i dissidi balcanici costituivanpi il limite del filellenismo europeo al quale stava a cuore principalmente la liberazione di tutti i popoli balcanici dal dominio turco. Del resto lo stesso Garibaldi in un proclama ai popoli dell'Europa orientale sosteneva che i dissensi all'interno dei Balcani avrebbero dovuto essere risolti da una assemblea di tutte quelle popolazioni eletta attraverso il suffragio universale o all'interno del quadro di una confederazione balcanica. La Russia però, a causa del suo regime assolutista, costituiva un pericolo per tutte le democrazie europee. In Grecia inoltre dopo il 1855, era ritenuta responsabile del risveglio dei nazionalismi slavi. Questa coincidenza venne usata da Arvanitoiannis.
Esaminiamo ora i lati strategici del rapporto di Arvanitoiannis. L'impresa della rivolta nella Macedonia era ritenuta -possibile per le seguenti ragioni: le popolazioni cristiane erano cinque volte quelle musulmane e qualora i Greci fossero insorti, tutti gli altri cristiani li avrebbero seguiti. Inoltre nel caso di una rivolta dell'Epiro e dell'Albania soltanto poche milizie turche sarebbero rimaste in Macedonia. Nell'insurrezione sarebbero stati appoggiati anche dalle stirpi albanesi dei criptocristiani di Spa-dia, dai cattolici Mirditi e dai Montenegrini. Il piano contava anche sulla rivolta dei musulmani dell'Epiro.
C'era bisogno di una disponibilità iniziale di 10.000 uomini, che avrebbero potuto arrivare a 43.000 se contavano sul reclutamento delle leve locali. Il piano era il seguente: un corpo di spedizione proveniente dalla Grecia si sarebbe insinuato nel blocco montuoso del Chassia-Olimpo con raggio d'azione fino alla Macedonia occidentale. Un altro corpo di spedizione sarebbe sbarcato in direzione della Macedonia centrale. I due corpi si sarebbero rivolti verso Monastir per attaccarla assieme. Arvanitoiannis esponeva in modo più particolareggiato il piano per occupare la fortezza della città. Infine il piano prevedeva uno sbarco di ribelli armati sulle coste orientali della Macedonia. Il memoriale era arricchito di informazioni sul numero di armati in ogni regione e sull'atteggiamento delle popolazioni nei confronti delle azioni rivoluzionarie. Conteneva inoltre un indice delle distanze con informazioni sulle caratteristiche dei territori e il tempo che era necessario per coprire la distanza da una regione ad un'altra.
Quale fosse lo scopo del memoriale ce lo illustra, nell'introduzione, l'autore stesso: Une guerre devant eclater dans les provinces gréques encore esclaves, il est mon devoir de dire mon opinion en ce qui concerne, du moins, les locaiités qu'un sejour de 25 ans m'a fait bien connaitre . Il memoriale perciò non fu un invito a un'azione diretta. possibile inoltre che Garibaldi non fosse l'unico destinatario. Il valore strategico del progetto non può essere stabilito in questa sede. In ogni caso stava a cuore al suo redattore: Je suis sur que la science straté-gique ne saurait contester ou infirmar aucune de mes assertions .