Rassegna storica del Risorgimento

JUDO; MARINA MILIITARE ITALIANA CINA 1906
anno <1993>   pagina <345>
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La Marina Militare e il judo 345
l'abilità dei diplomatici italiani in Estremo Oliente, alla simpatia susci­tata dal principe Tommaso di Savoia durante le sue visite, ma soprat­tutto ai favorevoli giudizi espressi sull'Italia da Tornami Iwakura al ri­torno dalla sua lunga missione esplorativa in America e in Europa (23 dicembre 1871-13 settembre 1873).2)
Proveniente da Stoccolma, l'I 1 maggio 1873 la missione giunse a Roma, prendendo alloggio all'albergo CostanzL Due giorni dopo fu rice­vuta al Quirinale dal Re e dal principe Umberto, che diedero un pranzo di gala in suo onore.3) Nel novembre seguente venne quindi a Roma il primo ambasciatore del Giappone, Sano Tsouname.4> Nonostante l'ostinato disinteresse del governo italiano, per oltre un ventennio le relazioni furono ottime, come dimostrano le tante visite d'illustri personaggi del Sol Le­vante, tra i quali ricordo il principe Higashi Fushimi (fratello adottivo dell'imperatore), venuto a Roma nell'aprile 1886.5> Cominciarono ad affie­volirsi con la vittoria nipponica sulla Cina in Corea (1894-95) e la nostra disfatta in Africa (1896), avvenimenti che segnarono un'inversione nel rapporto di potenza tra i due Stati. Lo scacco subito dalla Cina nella
2) La missione Iwakura comprendeva 48 funzionari fra cui membri influenti della oligarchia come Kido, Okubo, Ito e 54 studenti {G, BORSA, La nascita del mondo mo­derno in Asia Orientate, Milano, Rizzoli, 1977, pp. 441). Circa la data della partenza, a p. 441 è seri ito, erroneamente, novembre 1871; a p. 452 è invece scritto dicembre 1871.
Le tappe della missione sono indicate graficamente in AA.W., Cultural Atlas of Japan, Oxford, Phaidon Press Ltd., 1988, p. 180.
3) La Libertà, 12, 14, 15, 16 e 17 maggio 1873; La Capitale, 15 maggio 1873. Accompagnata dal conte Alessandro Fé d'Ostiani, la missione visitò per alcuni giorni le bellezze di Roma {La Capitale, 21 maggio 1873). Fé d'Ostiani, che aveva sostituito a Tokyo Vittorio Sallier de La Tour nell'aprile 1870, era rientrato in Italia per un periodo di congedo dal marzo 1873 all'ottobre 1874. Abbandonò definitivamente il Giap­pone nel maggio 1877. Morì a Roma nel giugno 1905 {.Giornale di Roma, 5 giugno 1905).
4) // Popolo Romano, 17 e 21 novembre 1873; La Libertà, 17 e 19 novembre 1873. L'ambasciatore e il suo seguito dimostrarono grande conoscenza dell'antica storia di Roma . Infatti, una guida assai esperta conduceva gli ambasciatori ed additava ad essi le cose più degne di essere considerate, ma quei signori facevano chiaro segno di esserne già informati {Il Popolo Romano, 19 novembre 1873). Pochi mesi dopo giunse a Roma un nuovo ambasciatore e la legazione si sistemò in piazza della Mi­nerva (// Popolo Romano e La Libertà, 2 marzo 1874). In seguito la legazione ebbe sede in via della Mercede.
s) La Libertà, 19, 21, 22 e 26 aprile 1886; Panjulla, 19 aprile 1886. Giunto a Roma il 18 aprile, prese alloggio all'albergo Londra e fu ricevuto dal Re in udienza privata.
Tra gli ospiti giapponesi ricordo inoltre il principe Komatsu nel maggio 1902 (portava a Vittorio Emanuele III le Insegne dell'Ordine del Crisantemo), i principi Arisukawa nel maggio 1903 (il cugino dell'Imperatore, grande amico dell'Italia, era già stato nel nostro paese nel 1882), l'ammiraglio Jujin con 12 ufficiali di marina al seguito nell'agosto 1907, i principi Nashimoto nell'aprile-maggio 1909. Nel novembre 1905 il papa inviò monsignor O'Connel presso l'imperatore del Giappone e il Mikado nel luglio 1907 inviò dal papa Sasuga Ouchida per contraccambiare la visita.