Rassegna storica del Risorgimento

JUDO; MARINA MILIITARE ITALIANA CINA 1906
anno <1993>   pagina <346>
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Livio Toschi
vicenda di San Mun (1899) evidenziò il declino del prestigio italiano, testimoniando tuttavia il nuovo atteggiamento del governo, finalmente deciso ad estendere la nostra influenza in Estremo Oriente.6)
I numerosi contatti stabiliti tra i marinai italiani e quelli nipponici, consolidati al tempo della rivolta dei Boxer (1900),7) favorirono la diffu­sione delle tecniche di jujitsu anche tra i nostri soldati, incuriositi ed affascinati dal modo particolare di combattere all'arma bianca o a mani nude: i guerrieri del Mikado, presi singolarmente, erano senza dubbio i migliori mai visti. L'esaltante vittoria giapponese sulla Russia (1904-05) accrebbe l'ammirazione per quel popolo: uscito da un interminabile medioevo feudale solo nella seconda metà dell'Ottocento, in pochi lustri aveva saputo conquistarsi un posto di primo piano tra le grandi potenze. E nel mondo si cominciò a parlare degli invincibili samurai (spesso paragonati ai nostri cavalieri di ventura) e del loro codice d'onore, il bushido ( "Via" del guerriero ), che Inazo Nitobe descrisse con effi­cacia in un libro divenuto ben presto famoso.8)
Domata la rivolta dei Boxer, l'Italia ottenne una concessione a Tientsin (sulla sinistra del fiume Pei-ho), allargando così i propri interessi in Estremo Oriente. Gli entusiastici commenti di civili e militari sulle virtù della lotta giapponese, soprattutto in vista di un suo impiego bellico, con­vinsero il ministro della Marina Carlo Mirabello 9> ad organizzarne un corso sperimentale sull'incrociatore Marco Polo. L'iniziativa intendeva anche pro­muovere l'immagine della Marina mentre l'apposita commissione parlamen-
Q Sulle relazioni con il Giappone tra il 1861 e i primi anni del '900 si veda R. UGOLINI, LO Stato liberale italiano e l'età Meiji, in Atti del I Convegno Italo-Giap­ponese di studi storici (Roma, 23-27 settembre 1985), a cura dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato di Roma; Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1987, pp. ÌU75.
7) Sulla rivolta si vedano: M. VALLI, Gli avvenimenti in Cina nel 1900t Milano, 1905; A. TOSTI, La spedizione italiana in Cina, Roma, 1926; R. BORGHESE, In Cina contro i Boxers, Roma, 1936. L'assedio delle legazioni durò dal 20 giugno al 14 agosto 1900. Alla rivolta dei Boxer era ispirato anche il film 55 giorni a Pechino, con Ava Gardner, Charlton Heston e David Niven. Il termine Boxer fu coniato dagli inglesi perché i membri della setta xenofoba I-Ito ch'uan .praticavano il pugilato.
Va qui ricordato che nel marzo 1899, al comando del contrammiraglio Francesco Grenet, venne costituita la Divisione Navale dell'Estremo Oriente, sciolta nel 1905 (nelle acque della Cina rimase solo l'incrociatore Marco Polo).
*> Sull'epopea dei samurai mi limito a ricordare: I. NITOBE, Bushido. The Soul of Japan, Tokyo, 1899; M. CORONA, // Giappone dei Samurai, Ginevra, Feriii, 1977; R. STORRV, ed. it. Samurai. I guerrieri aristocratici, Novara, De Agostini, 1978; Y. Mr-SHIMA, ed it.. La Via del Samurai, Milano, Bompiani, 1983; L. FREDERIC, ed. it. La vita quotidiana in Giappone al tempo dei Samurai, Milano, Rizzoli, 1987; S. R. TURN-BOLL, ed. it. Samurai, Milano, Rizzoli, 1988.
") Il contrammiraglio Carlo Mirabello (Tortona. 1847-Milano, 1910) comandò la Divisione Navale dell'Estremo Oriento e dall'I 1 dicembre 1903 al 12 dicembre 1909 fu ministro della Marina nei governi Giolitti, Forlis, Sonnino e ancora Giolitti. Il suo necrologio è in Rivista Marittima, 4 aprile 1910 (XLIII), pp. 1-3.