Rassegna storica del Risorgimento
JUDO; MARINA MILIITARE ITALIANA CINA 1906
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1993
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Livio Toschi
sulla cedevolezza o non resistenza , fondò la scuola yoshin (del cuore di salice). Wu-wei, solitamente tradotto con non azione, è il principio su cui si fonda il jujitsu e rappresenta la capacità di dominare le circostanze senza opporvisi, arrivando a sconfiggere un avversario cedendogli e rivolgendo contro di lui la sua stessa forza.
Non è questa la sede per trattare della filosofia orientale, ma va evidenziato che alla sua base stanno i due principi complementari e contrapposti yang e yin: uomo e donna, giorno e notte, attacco e difesa, forte e morbido, e così via. Nel mondo tutto è in perpetua mutazione tra questi due poli attraverso combinazioni dinamiche. Dal Tao-te.-ch.ing, il testo cinese attribuito a Lao-Tzu, mi preme citare alcune massime di grande importanza per il nostro studio: Il più cedevole nel mondo / Vince il più duro ; L'uomo nasce débole e delicato / Muore rigido e duro [...] / Così: rigido e robusto sono i modi della morte / Debole e flessibile sono i modi della vita ; La massima del buon combattente è: / Assecondare per mantenere l'iniziativa [...] / Vince colui che lascia p
Le molte scuole di jujitsu, pur con diverse sfumature, fecero proprio questo fondamentale concetto, che rivoluzionò la maniera di lottare: la morbidezza può vincere la forza. Va inoltre sottolineato che ai livelli più alti delle arti marziali, il punto più importante di tutte queste strategie sta nello sviluppare una sensibilità intuitiva verso le leggi dell'universo. Lo scopo più profondo non è semplicemente sconfìggere gli avversari, ma giungere al "modo" ("Do" o "Tao"), che è il modo in cui funziona l'universo .B> La migliore esemplificazione di tale scopo nelle arti marziali ce lo ha dato il maestro Ueshiba con ì'aikido, la "Via" dell'armonia.
Il jujitsu si sviluppò sotto nomi diversi a seconda del gruppo di tecniche che si preferiva approfondire (proiezioni, immobilizzazioni, percussioni, ecc.), raggiungendo il massimo splendore durante il lungo periodo di pace instaurato da Ieyasu Tokugawa dopo la conquista del castello di Osaka (1615). La fine delle guerre civili che avevano insanguinato il Giappone dal XII secolo, interrotte soltanto per respingere le invasioni mongole di Kublai Khan, lasciò disoccupati migliaia di samurai, detti perciò ronìn (uomo onda, ossia guerriero senza padrone). Molti di loro pensarono quindi di mettere a frutto quanto avevano appreso sui campi di
12) Le citazioni sono tratte da LAO-TZU, ed. it. // libro del principio e della sua azione (Tao-tè-ching), a cura di ]. EVOLA, Roma, Edizioni Mediterranee, 1972. Si veda anche: ed. it. Tao-tè-chiiig. Il libro della Via e della Virtù, a cura di J. J. L. DUY-VENDAK, Milano, Adelphi, 1973, ristampato nel 1988 da Bompiani nei Tascabili (in questa collana segnalo inoltre A.W. WATTS, ed. il. Lo Zen, 1988, 5n ed.).
J3) p. PAVNE, ed. it. Arti marziali. La dimensione spirituale Milano, Fabbri, 1982, p. 28. Fra i libri tradotti in lingua italiana sulle arti marziali ricordo: O. RATTI e A. WBSTBROOK. / segreti dei samurai. Le antiche arti marziali, Roma, Edizioni Mediterranee, 1977; P. LEWIS, Arti marziali, Milano, Rizzoli, 1988; L. PJUMMC, Le arti marziali dall'A dia Z, Milano, Sperling Kupfer, 1990.