Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; RAVENNA ; ROMAGNA ; CISALPINA (REPUBBLICA)
anno <1921>   pagina <174>
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Elvira Cortesi
sloggiare, poiché la mattina dopo sarebbe entrato in Eavenna il Generale Augerau. La gioia pei* lo scampato pericolo si mutò subitamente in terrore; molti si affrettarono a rifugiarsi in luo­ghi di campagna che ritenevano sicuri, e il Cardinal Legato se ne fuggì a piedi fino a Classe Fuori, ove lo raggiunse la sua carrozza.
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La mattina seguente, 26 Giugno, il Magistrato esortò i cit­tadini alla calma e inviò incontro al generale francese alcuni nobili per ossequiarlo. L'Augerau entrò in Eavenna con un Corpo di Cavalleria, e disceso al palazzo Apostolico, fece sì che subito giurassero fedeltà alla Eepubblica il Magistrato, l'Arcivescovo e i Nobili. Come nelle altre Città conquistate, i Francesi spo­gliarono il Monte di Pietà, ordinarono la consegna delle armi, imposero una contribuzione di mezzo milione, ridotta poi a 480,000 scudi.
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Intanto, mentre la plebe di Eavenna, contenta di ricupe­rare i pegni del Monte di Pietà, non si occupava d'altro, i con­tadini si andavano radunando qua e là e, invece di consegnare le armi, si procuravano fautori e dicevano di voler distruggere i francesi. Il 29 Giugno quelli di Mezzano, Alfonsine e Santerno minacciarono seriamente la quiete della Città e per scongiurare la rovina di essa, durarono grande fatica l'Arcivescovo e alcuni nobili, fra cui si distinse Camillo Spreti. Essi dovettero elargire somme di denaro, comprare le armi perchè fossero consegnate e pregare di desistere dall'impresa quei furiosi villani, fanatici per il Legato, ma a cui bastava d'esser pagati per cambiar di opinione. Finalmente, dopo quattro o cinque ore, tal gente, gui­data dai peggiori banditi del contado, si calmò e si persuase a cedere le armi in cambio di una larga distribuzione di pagnotte e di bajocchi. I Francesi non avevano potuto opporsi a tale mi­naccia di rivolta, poiché erano in Eavenna appena in una tren­tina, ma il Commissario Francese Descampes si recò in persona a persuadere i rivoltosi che nessun male avrebbe loro arrecato se fosse avvenuta senza disordini la consegna delle armi.