Rassegna storica del Risorgimento
JUDO; MARINA MILIITARE ITALIANA CINA 1906
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1993
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La Marina Ad il ilare e il judo
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dopo il capitano di fregata Roberto Giorgi De Pons scriveva che fino a quando gli istruttori non si fossero perfezionati e moltiplicati e fino a quando questo genere di lotta, talvolta alquanto brutale, non fosse stato disciplinato, sarebbe riuscita cosa pericolosa e poco proficua introdurlo sulle navi come sistema collettivo di educazione .W
Tradendone completamente lo spirito, nel nostro paese il jujitsu-judo fu praticato usando molto più la forza che non la cedevolezza (ju), trascurando completamente la ricerca della Via (do). A riprova della confusione che regnava intorno alla disciplina basti pensare che nel 1926 il termine judo in Italia veniva ancora tradotto rompi muscoli ! Persino dal già citato Oletti, che si vantava di averne appreso tutti i segreti e di essere perciò padrone di tale metodo .35> La modestia non era certo il suo forte!
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Nel 1904 fu pubblicato su // Ginnasta l'articolo Lo Giu-Giutsu e sua influenza sulla potenzialità della razza, tratto dalla rivista francese Gymnaste. Nel 1905 su La Tribuna Illustrata apparve un articolo dedicato al già-gitsù, nel 1906 (sfruttando l'interesse per le sfide dello statunitense Witzler) si pubblicarono altri due articoli su II Giornale d'Italia e La Tribuna Illustrata. Fu inoltre tradotto nella nostra lingua il libro del campione mondiale di lotta libera, lo svizzero Cherpillod: Manuale di jiu-jitsu, e allo stesso anno risale un lungo articolo sull' arte della flessibilità , scritto dal tenente di vascello Fausto Gambardella nella Rivista Marittima. Nel 1907 si occupava di jujitsu L'Illustrazione Italiana con due articoli, nel 1908 ancora II Ginnasta con un pezzo tratto dalla Revue Olympique. È. tutta qui, al 1908, la bibliografia in lingua italiana che ho potuto reperire sull'argomento.
Dopo la guerra russo-nipponica un po' tutti s'interessarono del vincitore. A parte gli studi militari, tra le pubblicazioni ricordo gli articoli di Pietro Silvio Rivetta su La Tribuna Illustrata (1905) e il libro di Adelfredo Fedele sull'evoluzione del paese del Sol Levante (1906). Tra il
R. GIORGI DE PONS, L'educazione fìsica nella marina militare, in Rivista Marittima, 1, gennaio 1910 (XLII1), p. 23.
35) e. OLETTI, Trattato, eh., p. 13. Molti anni dopo corresse la traduzione in arte della sveltezza <C. OLETTI, Manuale della lotta giapponese moderna. Judo, Roma, Federazione Italiana Atletica Pesante, 1949, p. 10).
Ma i problemi non riguardavano solo l'Italia. Nel 1932 parecchie cinture nere giapponesi al seguito del maestro Kano diedero una dimostrazione di judo alla celebre Scuola superiore militare dì educazione fisica a Joinvìlle. Gli istruttori presenti furono terribilmente impressionati dalla facilità con cui quelle cinture nere si prendevano gioco dei migliori specialisti dì jujitsu e dì lotta della scuola. Molti compresero allora che il jujitsu da loro insegnato non aveva alcun rapporto con il judo del "metodo Kano", per non parlare che dell'aspetto pratico (Judo International 1, Paris, s.d., p, 225).